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Via libera a 130 mld di euro, ma più controlli su Atene

Grecia: accordo raggiunto in nottata. Scongiurato il default

C’è l’intesa nell’Eurogruppo. Soddisfatti Draghi e Monti

Grecia: accordo raggiunto in nottata. Scongiurato il default
21/02/2012, 09:02

BRUXELLES - Accordo raggiunto sulla Grecia. Ci sono volute circa 12 ore di discussione, ma alla fine Atene potrà contare su 130 miliardi di euro di aiuti. È così che i 17 ministri delle Finanze dell’Eurogruppo hanno deciso di concedere ad Atene il secondo pacchetto di aiuti internazionali: misure che permetteranno al Paese di evitare il fallimento. L’accordo raggiunto in nottata scongiura il rischio default e garantisce la stabilità finanziaria della Grecia e di tutta l’Eurozona.
Ma, in cambio di questi aiuti, è previsto un rafforzamento della sorveglianza della Commissione europea in loco: questo vuol dire che osservatori, ad Atene, avranno il compito di verificare l’attuazione del piano di risanamento del Paese e controllare che questo venga portato avanti secondo gli accordi. L’altro punto cruciale riguarda invece la creazione di un conto bloccato, dove i greci verseranno da ora in poi gli interessi sul loro debito e l’inserimento nella Costituzione di una norma sulla priorità dei pagamenti delle scadenze del debito.
Il nuovo programma prevede quindi aiuti per 130 miliardi e, assieme alle ulteriori rinunce dei creditori privati, farà scendere il rapporto fra debito pubblico e Pil dall’attuale 160% a poco più del 120% nel 2020. I detentori privati di obbligazioni greche rinunciano al 53,5% del valore nominale dei loro titoli (oltre il 70% ai valori attuali), consentendo così una riduzione di circa 100 miliardi dell’ammontare complessivo del debito pubblico; mentre anche gli interessi sui prestiti del primo pacchetto di aiuti, 110 miliardi decisi nel 2010, saranno tagliati per agevolare le autorità greche e la Bce rinuncerà ai profitti sui titoli del debito greco acquistati negli ultimi due anni, redistribuendoli alle banche centrali nazionali, che li gireranno ai rispettivi governi perchè questi possano abbassare gli interessi del primo prestito.

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di Antonio Formisano
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