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Grecia: devastano Atene e poi si rifugiano all'università


Grecia: devastano Atene e poi si rifugiano all'università
16/03/2009, 13:03

Devastazione organizzata venerdì ad Atene e Salonicco. La procedura seguita è stata la stessa, in entrambe le città: un gruppo di giovani, con indosso un passamontagna ed armati di bastone e spranghe, sceglie una zona e comincia a distruggere tutto: vetrine dei negozi; automobili, soprattutto le più lussuose; vetrine di banche. Dopo di che hanno lasciato per strada una decina di volantini e, prima che intervenisse la Polizia, sono entrati nell'università. Dove, per una vecchia legge, la Polizia non può entrare in nessun caso. A quel punto deve essere stato facile per i malviventi togliersi il cappuccio e mischiarsi, senza essere visti, con gli studenti. I volantini lasciati per terra chiedono la liberazione di Jorgos Vuzis Vojazis, un detenuto per rapina, considerato nel volantino "autore di espropri". Una terminologia che richiama i noti "espropri proletari" (eufemismo con cui venivano definite le rapine) degli anni '70 in Italia.
Adesso molte persone, impaurite ed irritate, chiedono l'abrogazione della legge che assicura la cosiddetta "immunità universitaria", per consentire, una prossima volta, alle forze dell'ordine di fare indagini anche dentro alle università. Però mi sorge un dubbio: non è che si vuole proprio questo, in modo da creare tensioni tra i giovani?

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di Antonio Rispoli
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