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Domenica si vota un nuovo piano di tagli

Grecia nel caos, scontri ad Atene

Ma l’Ue: “Siamo vicini al traguardo”

Grecia nel caos, scontri ad Atene
10/02/2012, 18:02

ATENE - Grecia sull’orlo del baratro: se ne parla da mesi, e da due anni il paese è in crisi.  Ma il malessere sociale sta diventando sempre più diffuso e allarmante. Manifestanti e forze di polizia si sono scontrati oggi ad Atene, durante lo sciopero generale di 48 ore indetto dai sindacati contro la nuova politica di austerity imposta dal governo di Lucas Papademos per sbloccare gli aiuti internazionali. La rabbia si è riversata in strada, la televisione ha mostrato immagini di giovani col volto coperto, cappucci ed elmetti, molotov e cariche della polizia, gas lacrimogeni sparsi sulla folla e violenza.

Come se non bastasse, la destra si sfila dal governo di salvezza nazionale: il partito di estrema destra Laos ha già annunciato che non voterà il nuovo pacchetto di misure presentate e i sono dimessi i due ministri del partito. A questo punto, per assurdo le nuove rigide riforme da imporre ad un popolo ormai ridotto in povertà saranno portate avanti dal centrosinistra.

Intanto, campeggia sui media di tutto il mondo l’ottimismo diplomatico: l’Unione europea è sicura che verrà trovata una soluzione. Parla il presidente della commissione Ue, Manuel Barroso, che però si dice fiducioso con una postilla: Atene deve garantire l’implementazione delle riforme, e per questo si appella al “senso di responsabilità”. Di fronte a questa dichiarazione, slitta l’incontro che dovrà decidere sugli aiuti: tutto rimandato al 15 febbraio. Sotto l’apparente inamovibilità delle dichiarazioni europee, c’è invece un mare di indiscrezioni che racconterebbero di molti paesi dubitosi sulla reale possibilità della Grecia di mantenere gli impegni richiesti dall’Europa per ottenere aiuti. Ma Angela Merkel avrebbe apposto un nuovo sigillo irremovibile sulla questione: “Il fallimento della Grecia - ha detto secondo indiscrezioni - è un rischio che l'Unione europea non può permettersi”.

Il rischio default per il paese ellenico si fa tangibile e vicino, nonostante le misure-tampone adottate dall’Europa.

I mercati finanziari hanno preannunciato la situazione stamattina: le borse asiatiche e dell'area del Pacifico hanno registrato un generale calo. E lo scetticismo che aleggia nelle istituzioni europee ha avuto un immediato riscontro anche sulle Borse europee che hanno vissuto nel pomeriggio un'improvvisa impennata delle vendite: Milano in calo dell'1,40%. Bruxelles perde l'1,62%, Francoforte l'1,51%, Parigi l'1,27%, Londra un punto. Male soprattutto i titoli bancari.

Non è un buon segno. Tanto che Bruxelles ha frenato sul nuovo pacchetto di aiuti: 130 miliardi. Non soldi a fondo perduto, ma un (altro) debito da onorare a condizioni ben definite. Le piazze bollono di proteste: vogliono una vita dignitosa, la popolazione è stanca di vivere in semipovertà (o in povertà assoluta). Ma la Grecia deve racimolare 325 milioni di euro per far scattare il piano di salvataggio da 3,2 miliardi. La linea resta quella stabilita dall’Ue. Una dichiarazione per tutte, quella del ministro delle Finanze greco: “Il tempo delle scelte facili e della demagogia è finito”, ha tuonato. Domenica i partiti dovranno votare un piano che prevede, tra le altre cose, una ulteriore riduzione del 22 per cento dei salari minimi e il licenziamento di 15mila statali.

 

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di Gaia Bozza
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