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160 seggi compreso il premio di maggioranza di 50

Grecia, Samaras: "Presto il nuovo governo"

Partiti pro-euro hanno maggiornaza in Parlamento

Grecia, Samaras: 'Presto il nuovo governo'
17/06/2012, 21:06

''Oggi i greci hanno scelto di restare legati all'Europa. Questa e' una vittoria per tutta l'Europa''. Cosi' il leader di Nea Dimokratia, Antonis Samaras, ha commentato la vittoria alle elezioni al centro stampa di Atene, davanti ai giornalisti di mezzo mondo. Nea Dimokratia ha intenzione di formare "il prima possibile" un governo. Ad affermarlo è il leader del partito Antonis Samaras, dopo che le prime proiezioni hanno confermato la vittoria del partito, gia' emersa dai sondaggi. "Sono sollevato - ha detto Samaras - per la Grecia e per l'Europa. Appena possibile formare un governo".

Secondo gli ultimi dati del ministero dell' Interno, alla luce del 34% dei seggi scrutinati, ND avrebbe oltre il 31% e i socialisti del Pasok 12,8% per un totale di circa il 44%. Si parla quindi di oltre 160 seggi compreso il premio di maggioranza di 50 seggi a fronte di un tetto per la maggioranza assoluta di 150 seggi.

EXIT POLL, ND E PASOK AVREBBERO MAGGIORANZA IN PARLAMENTO
- Conservatori pro-euro avanti di poco in Grecia. Il secondo ed ultimo exit poll delle elezioni greche, trasmesso dalla tv Net, assegna a Nuova Democrazia una percentuale tra il 28,6 e il 30%, mentre il partito di sinistra Syriza sarebbe tra il 27,5 e il 28,4%. I socialisti del Pasok sarebbero invece tra l'11 e il 12,4%. Anche il secondo ed ultimo exit poll della tv Mega, come quello dell'emittente pubblica Net, da' avanti i conservatori di Nea Dimokratia con il 28,6-30% dei voti. Syriza otterrebbe il 27-28,4% dei consensi. Terzo il Pasok, con 11-12,4%. Al termine delle operazioni di voto in Grecia, i ministri finanziari dell'eurozona si consulteranno in una conference call per analizzare l'esito delle elezioni. Lo hanno reso noto alcune fonti europee a Bloomberg, aggiungendo che in tarda serata, verso le 22.00, potrebbe essere diramata una nota ufficiale. .I leader dei paesi dell'Eurozona si collegheranno nelle prossime ore in teleconferenza per fare il punto sulla situazione in Grecia. Il premier Italiano, Mario Monti, secondo quanto si apprende, dovrebbe partecipare alla riunione collegandosi via satellite dall'aereo che lo portera' in Messico, a Los Cabos, per la riunione del G20.

Nea Dimokratia e Pasok avrebbero cosi' la maggioranza nel Parlamento greco con 159 seggi su 300. Secondo gli ultimi exit poll, riportati dal sito di informazione Athens News, i conservatori di Nea Dimokratia starebbero aumentando il loro vantaggio e sarebbero in una forbice tra il 28,6 e il 30 per cento dei consensi. Syriza si collocherebbe tra il 27,5 e il 28,4. Per la prima volta il suo valore piu' alto e' inferiore al piu' basso di Nea Dimokratia. I socialisti del Pasok sarebbero tra l'11 e il 12,4; gli indipendentisti greci tra 6,8 e 7,8; i neonazisti di Alba dorata tra il 6,5 e il 7,1; la sinistra moderata (Dimar) tra il 5,8 e il 6,6; il partito comunista (KKE) tra il 4,8 e il 5,6. Con questi risultati, secondo Reuters, a Nea Dimokratia otterrebbe 127 seggi (inclusi i 50 del premio di maggioranza), Syriza 72 seggi, i socialisti deo' Pasok 32, gli indipendentisti greci 21, Alba Dorata 19, Sinistra democratica 16 e comunisti 13.

Rispetto alle elezioni parlamentari del 2009 in cui ottenne solo il 4,6 per cento dei voti, la sinistra radicale di Syriza e' cresciuta di quasi 25 punti, mentre il partito socialista Pasok ne ha persi oltre 30 (nel 2009 era al 43,9%), pagando piu' di tutti l'appoggio agli aiuti dell'Unione europea e del Fondo monetario internazionale. Si tratta, rispettivamente, dei grandi vincitori e dei grandi sconfitti di queste elezioni. Perde consensi anche Nuova democrazia, passando dal 33,5% a una percentuale compresa tra il 28 e il 30. Anche il partito comunista greco perderebbe un paio di punti, attestandosi intorno al 5-6 per cento. Exploit dei neonazisti di Alba dorata, che non avevano alcuna rappresentanza in Parlamento, dati intorno al 7 per cento.
 
Exit poll ore 18:18 - I conservatori pro-Euro di Nea Dimokratia sono avanti di un soffio nelle elezioni greche. Gli exit poll del canale tv Mega li danno con una forbice tra il 27,5% e il 30,5% dei voti. Syriza, che si oppone al memorandum, è seconda per poco (27-30%). Terzo il Pasok con 10-12%. Il partito dei Greci indipendenti prende 6-7,5%, la stessa percentuale dell'ultradestra di Chrisy Avgi. La Sinistra democratica prenderebbe, secondo gli exit poll, tra il 5,5 e il 6,5% dei voti. Entra in parlamento - dove lo sbarramento è il 3% - anche il partito comunista Kke (5-6%). La legge elettorale greca prevede che il partito di maggioranza relativa prenda un bonus più che mai decisivo in questo testa a testa di oggi di 50 seggi.

Exit poll - Nuova Democrazia sarebbe in vantaggio con il 29 per cento delle preferenze alle elezioni in Grecia, secondo exit poll che circolano in forma non ufficiale ad Atene. Dagli stessi emerge che Syriza potrebbe conquistare il 26 per cento delle preferenze, il Pasok il 12.

Incertezza. E' la parola chiave di questo secondo voto politico in Grecia in sei settimane. Una consultazione che per molti rappresenta un dramma: seguire le proprie convinzioni ideologiche o votare per 'il meno peggio', un partito o un leader che significhino l'uscita da questa drammatica crisi. Circa 700.000 sarebbero gli indecisi e, secondo una ricerca commissionata dall'emittente Ant1, circa il 40% degli elettori che ha preso parte alla consultazione dello scorso 6 maggio ha oggi intenzione di votare per un altro partito rispetto ad allora. Una percentuale talmente alta che potrebbe rivoluzionare il quadro politico frammentato che uscì dalle urne solo sei settimane fa. La sensazione, per molti, è che nei fatti nulla cambierà da domani. Le ideologie, in questa crisi che stritola gran parte del popolo greco, sembrano essere finite in secondo piano. "Ma cosa vuoi che cambi - dice un vecchio cronista greco, oggi in pensione, che chiede di non essere nominato - nessuno qui ha la ricetta, è tardi per fare le cose che andavano fatte. Hanno perso anni a litigare tra loro, a continuare con le vecchie, cattive abitudini, e oggi ci troviamo con le spalle al muro. Questa crisi non l'hanno creata i greci 'normali', quelli che oggi non hanno il lavoro, che devono chiudere il negozietto messo su dal padre, ma i grandi evasori, i politici loro amici, quelli che hanno miliardi all'estero. Ma questi sono proprio quelli che non pagano il conto. Ecco perché la gente non sa per chi votare. Questa sensazione ha un solo nome, per me: disperazione".


 

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di Veronica Riefolo
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