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Guantanamo: gli orrori raccontati da una guardia


Guantanamo: gli orrori raccontati da una guardia
18/02/2009, 17:02

Percosse, umiliazioni e torture: tutti gli orrori del carcere americano di Guantanamo, a Cuba, sono stati per la prima volta descritti dal punto di vista di una delle guardie, il 28enne Brandon Neely, che in un'intervista riportata oggi dal britannico Independent si dice pentito e afferma che quanto accaduto al centro di detenzione getta nella vergogna l'America intera. Nell'intervista - parte di un progetto dell'Universita' della California per la raccolta di testimonianze su Guantanamo - il texano Neely racconta di essere arrivato al campo di prigionia nel gennaio del 2002 quando aveva soltanto 21 anni, ''senza ricevere alcun addestramento speciale'' e pronto ad ''incontrare faccia a faccia le persone peggiori del mondo''. ''Ero pronto ad incontrare i terroristi che avevano progettato l'uccisione di migliaia di persone nel mio Paese l'11 settembre. Ero pronto a mettere in atto la mia vendetta personale su queste persone in qualsiasi modo'', ha raccontato. E di vendette personali e crudelta' spontanee Neely e' stato piu' volte partecipe: l'ex guardia, che ora lavora come poliziotto a Houston, ha raccontato diversi episodi in cui i detenuti venivano legati mani e piedi e picchiati, come durante la preghiera i prigionieri venissero dileggiati, e come venisse detto loro che sarebbero stati condannati a morte, che il loro Paese era stato distrutto da una bomba atomica e tutta la loro famiglia era morta. Durante la sua permanenza nella prigione pero', Neely ha iniziato a cambiare idea riguardo ai presunti nemici che si trovava davanti. La guardia si e' trovata piu' volte a parlare con il detenuto australiano David Hicks e con il britannico Ruhal e da questi incontri a cominciato a capire che si trattava di persone come lui, con amici e famiglie che li amavano e case alle quali volevano fare ritorno. ''Questi uomini piu' pericolosi del mondo non erano cio' che mi ero aspettato di vedere. Tanti erano piccoli, sottopeso, spaventati e feriti''. E conclude affermando: ''Credo che a Guantanamo Bay, Cuba, ci siano alcune persone molto cattive. Ma ce ne sono anche tante di buone. Ma - che si tratti di innocenti, colpevoli, neri, bianchi, musulmani o ebrei, non importa - non c'e' alcuna scusa per trattare le persone nella maniera in cui io e altri le abbiamo trattate. E' sbagliato e criminale ed e' contro a tutti i valori che gli Usa vogliono difendere.

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di Redazione
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