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Tra questi i 122 passeggeri dell'autobus sequestrato

Guerra fra narcos, trovati 177 corpi in fosse comuni


Guerra fra narcos, trovati 177 corpi in fosse comuni
23/04/2011, 09:04

NUEVO LAREDO (MESSICO) - Ancora una macabra scoperta di corpi mutilati, decapitati e nascosti in fosse comuni occupa le pagine di cronaca nera del Messico, paese in cui lo scontro tra bande di narcotrafficanti ha fatto più di 35mila vittime in quasi cinque anni.
Lo scorso 9 aprile, nel corso di un'operazione congiunta delle forze di sicurezza locali e federali sono stati ritrovati i corpi di 59 vittime dei narcos, gettati in diverse fosse comuni all'interno di un ranch di San Ferdinando, un comune a 160 chilometri dagli Stati Uniti, situato nello stato di Tamaulipas. Ieri il bilancio delle vittime è salito, a causa del ritrovamento dei cadaveri di altre 177 persone, anch'essi sepolti in fosse comuni a San Fernando. Tra questi, probabilmente, ci sono anche i 122 passeggeri di un autobus fermato dai narcos vicino San Fernando, che erano spariti dopo il sequestro.
Anche in questo caso, certamente, si tratta di vittime della violenza delle bande di narcotrafficanti, il cartello dei Los Zetas e quello del Golfo, un tempo alleati, che adesso si contendono il controllo del contrabbando di droghe su tutto il territorio. I narcos, oltre a gestire il giro di droga, rapiscono anche gli immigrati clandestini del Sud e Centro America che cercano di raggiungere gli Stati Uniti, per poi chiedere un riscatto alle loro famiglie ed impinguare ulteriormentoe le proprie casse.
Il governo messicano ha tentato e sta tuttora tentando di risolvere il problema legato alla presenza dei narcos sul territorio, ma con scarsi risultati. Il bilancio delle vittime, infatti, da quando nel 2006 il presidente Felipe Calderon si impegnò nella lotta contro le bande di narcotrafficanti, è aumentato di molto. Queste organizzazioni criminali spesso riscuotono le tasse el posto del governo, controllando di fatto il territorio. Il problema, dunque, è lungi dall'essere risolto. Ma gli stati Uniti si sono impegnati ad offrire il loro appoggio, sia economico che tecnico.

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di Vanessa Ioannou
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