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Pubblicate e-mail di una azienda di consulenza informatica

Hacker svelano: "C'è un piano per bloccare Wikileaks"


Hacker svelano: 'C'è un piano per bloccare Wikileaks'
14/02/2011, 14:02

USA - Mai stuzzicare il can che dorme, dice un vecchio proverbio. Un proverbio che non è stato seguito da Aaron Barr, amministratore delegato della HBGary, una società di consulenza sulla sicurezza informatica che lavora con il governo statunitense. Barr, il 4 febbraio scorso, aveva detto al Financial Times di essersi infiltrato negli hacker del gruppo Anonymous e di aver smascherato alcuni suoi membri, la cui identità sarebbe stata rivelata in una conferenza stampa tenuto allo scopo. La conferenza stampa è stata annullata poco dopo, ma c'è il sospetto che gli hacker in questione se la siano presa. Infatti da allora il sito della HBGary è diventato irraggiungibile; il profilo Twitter di Barr è stato rubato, per cui lui non vi ha più accesso; e sono stati pubblicati in chiaro sia i dati personali dell'amministratore delegato (numero di telefono cellulare, indirizzo, ecc.) sia le comunicazioni riservate dell'azienda.
E tra queste in particolare, decine di e-mail che parlano di un piano - che pare non isa mai stato attuato - per combattere Wikileaks. Praticamente consisteva nel proporre alla Bank of America e alla Camera di Commercio statunitense, che erano state colpite dagli hacker per aver bloccato i conti di Julian Assange, di creare documenti falsi per contestare poi i continuti del sito Wikileaks. Una alternativa sarebbe stata minacciare le carriere dei giornalisti vicini al sito.
Ma non si fermavano qui i comportamenti impropri - per usare un eufemismo - della HBGary. Dai messaggi si ricavano altri dettagli: per esempio il fatto che l'azienda sta sviluppando un virus non rilevabile in grado di rubare password e altre informazioni essenziali; oppure che la società possiede il virus Stuxnet (lo stesso usato per colpire l'Iran) ma che anzichè studiarlo per trovare un antivirus lo usa per i propri scopi.
Inutile dire che in questo momento la reputazione di Barr nell'ambiente è scesa sottozero; inoltre, con le scoperte fatte, rischia anche di avere guai con la giustizia, anche se sicuranmente una società del genere gode di molte protezioni.

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di Antonio Rispoli
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