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L'attivista dopo 28 giorni di digiuno ce l'ha fatta

Haidar ha vinto: può tornare a casa


Haidar ha vinto: può tornare a casa
18/12/2009, 09:12

MAROCCO - Aminatu Haidar, attivista marocchina, finalmente è riuscita ad arrivare nella sua città natale di El Aaiun in Marocco, dopo essere stata di fatto prigioniera nell'aeroporto di Lanzarote, in Spagna, per un mese. Tutto era nato durante il ritorno a casa da un normale viaggio all'estero. Al momento di compilare i moduli per la dogana, alla voce "nazionalità" ha scritto "saharaui", indicando cioè una appartenenza alle tribù che popolano il Sahara occidentale. Era una provocazione, nulla di più. Ma è stata presa tremendamente sul serio dai poliziotti, che l'hanno fermata e le hanno sequestrato i documenti; la stessa cosa è stata fatta per i suoi due accompagnatori, i giornalisti spagnoli Pedro Barbadillo e Pedro Guillén. Questi ultimi due poi sono stati liberati e sono stati mandati via, mentre Haidar è stata espulsa ed imbarcata sul primo volo per la Spagna. Una volta sbarcata a Lanzarote, ha cercato di rientrare in Marocco, ma, essendo senza documenti, non poteva imbarcarsi. Quindi Haidar ha intrapreso uno sciopero della fame, per protesta contro il trattamento subito e per poter tornare a casa; fino a ieri sera, quando ha ricevuto un salvacondotto ed è stata accompagnata nel Sahara. Secondo i giornali spagnoli, non poco merito sarebbe collegata all'intervento personale del Presidente francese Nicolas Sarkozy nei confronti del governo marocchino.
Aminatu Haidar ha 42 anni, sposata, con due figli, ed è nota come il "Ghandi del Sahara occidentale", per le sue battaglie non volente a favore appunto dei saharaui, che il governo marocchino tratta come cittadini di serie B. Per questo la sua attività non è vista di buon occhio dal governo. Ma è la prima volta che si procede ad una espulsione, dato che di solito i saharaui vengono processati in patria.

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di Antonio Rispoli
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