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La proposta: creare agenzia internazionale per le emergenze

Haiti, Bertolaso critica gli Usa: “Fiera della vanità”


Haiti, Bertolaso critica gli Usa: “Fiera della vanità”
25/01/2010, 16:01

ROMA – Guido Bertolaso, in missione ad Haiti, lancia un duro attacco nei confronti della macchina degli aiuti organizzata nel post terremoto. Intervistato da Lucia Annunziata per RaiTre, il Capo della Protezione Civile affida a “In mezz’ora” la sua amarezza per quello che si sarebbe potuto fare (e non si è fatto) per gestire alla meglio l’emergenza.

Il tutto si riduce, spiega Bertolaso, ad una “fiera della vanità”. Lo scenario post sismico come una passerella, su cui comparire per far vedere di esserci, di aver aiutato. Per portare tutto sul piano dell’apparenza, trascurando però gli aspetti concreti. “Si viene qua con l’ansia di far bella figura davanti alle telecamere, si sventolano bandiere, ma non c’è uno che dice lavorate e poi andate davanti alle telecamere e prendete la medaglietta”. La bocciatura, però, non è completa. La macchina sei soccorsi americana, spiega Bertolaso, è “encomiabile” anche se l’assenza di organizzazione è una zavorra grave.

Per Bertolaso è necessario creare una agenzia internazionale per le emergenze. “La mia proposta, - dice, - è quella che si faccia un vertice internazionale, a livello dell’Onu, per stabilire come gestire questo tipo di emergenze nel mondo”. La priorità, adesso, è però risolvere le emergenze nel minor tempo possibile. E questo prima che gli haitiani possano “arrabbiarsi”. Proprio la mancanza di una organizzazione solida infatti, sottolinea Bertolaso, va a peggiorare la qualità degli aiuti, rendendo scarse le iniziative concrete. “Bisogna allestire tendopoli, risolvere la crisi alimentare e quella della sanità”, ha spiegato il Capo della protezione civile.

Parlando proprio dell’intervento americano, Bertolaso lamenta l’assenza di contatti stretti. “Le navi ospedale, le portaerei, non hanno rapporti stretti con il territorio, con le organizzazioni umanitarie che sono presenti sul posto. Ognuno fa la sua parte, - aggiunge, - ma in modo svincolato”.
E non si tratta, conclude il Capo della Protezione civile, di un caso: facendo parallelismi con le precedenti emergenze affrontate dagli Usa, Bertolaso ha trovato molti aspetti simili. L’atteggiamento di oggi è paragonabile a quello avuto per fronteggiare le emergenze a Goma, Ruanda e Cambogia: “Si viene qui, si dà un po’ da mangiare, bere e il problema per loro è risolto, ma è una contraddizione se non si pongono le basi per la vita futura”.

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di Nico Falco
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