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Non basta il sisma a devastare la già povera isola

Haiti messa in ginocchio da epidemie e criminalità


Haiti messa in ginocchio da epidemie e criminalità
16/01/2010, 11:01

NAPOLI - Il conteggio delle vittime del terromoto di Haiti non sembra purtroppo avere fine. Dai 100.000 morti stimati nei primi giorni si è arrivati ad una previsione che supera le 200.000 vittime. Ovviamente, tali stime, sono appunto cifre approssimative; dato che non si può ancora stabilire con certezza quante altre persone si trovano sotto le macerie. Proprio per tentare di aiutare i soccorsi nel disperato tentativo di ritrovare qualcuno ancora in vita, da tutto il mondo sono arrivate squadre cinofile.
Tra i numerosi orfanelli e le persone che non sanno dove trovare rifugio e generi di prima necessità, si aggirano anche piccoli criminali dediti a continue azioni di sciacallaggio. La zona più colpita da simili episodi di microcriminalità e proprio la capitale Port-au-Prince.
Ai criminali occasionali e agli sciacalli, si aggiungono poi gli oltre 6000 detenuti evasi dal carcere cittadino a seguito dell'abbandono dello stesso da parte delle guardie penitenziarie subito dopo il terremoto. Diversi galeotti, come noto, sono veri e propri ergastolani a piede libero; condannati alla pena sempiterna per reati gravi e ora totalmente liberi di derubare i poveri abitanti della poverissima regione. Uno scenario apocalittico che pone anche un serio quanto drammatico problema di sicurezza per gli sfollati. 6000 criminali in giro tra le macerie non sono sicuramente facili da gestire e rappresentano un continuo pericolo sia per i soccorritori che per i superstiti.
Nel drammatico oceano di macerie e distruzione, arrivano però gli aiuti internazionali con il primo cargo pieno di banane e carbone arrivato in giornata. La frutta servirà per sfamare i sopravvissuti mentre, il minerale combustile, occorrerà per far bollire l'acqua ed evitare la diffusione di terribili epidemie. Anche gli Stati Uniti si sono impegnati ad inviare scorte di cibo e acqua e, Barack Obama, ha assicurato la presenza di 10.000 militari per aiutare i soccorsi e presidiare il territorio. In contemporanea, si stanno attivando anche le Nazioni Unite che, in queste ore, stanno valutando l'ipotesi di trasferire tutto il contingente internazionale di pace sulla zona più devastata dal sisma. In ogni caso, pare assicurata anche la presenza dei caschi blu.

LA NASA
Intanto anche l'agenzia spaziale americana ha informato di aver messo a disposizione satelli ed altri strumenti ad alta tecnologia per poter valutare nella maniera più precisa possibile i danni causati dai movimenti tellurici e garantire eventi di ricostruzione mirati e rapidi all'interno dell'Isola.

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di Germano Milite
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