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Nuovo round di scontro tra i giganti dell'economia mondiale

Hu Jintao arriva a Washington per salvare l'Occidente

Interessi contrapposti e paura del sorpasso cinese

Hu Jintao arriva a Washington per salvare l'Occidente
17/01/2011, 09:01

WASHINGTON (USA) - Mancano 24 ore ad un incontro che non è solo politico: quello tra il presidente statunitense Barack Obama e quello cinese Hu Jintao. I rappresentanti dei due Paesi con la più forte economia del mondo (e non tutti sono d'accordo nel dire che la Cina è la seconda) si incontrano in un momento di crisi. Ma in quale scenario?
Ricordiamo che la Cina sta sul mercato mondiale un po' come l'invitato ad una cena che mette i piedi sul tavolo perchè è quello più ricco. La Banca Centrale Cinese infatti possiede il 25% delle riserve valutarie mondiali; fino a poco tempo fa aveva oltre il 40% del debito pubblico statunitense (oggi è sceso al 21%, ma in realtà sta scendendo con obiettivo il 7%); quindi è in grado di esercitare una forte pressione economica anche sugli Usa. Ma nello stesso tempo il Paese usa abitualmente prodotti costruiti violando sistematicamente brevetti industriali ed intellettuali. Anche al governo spesso si usano copie illegali del software Windows, per esempio; vengono costruite automobili usando progetti della Renault, della Fiat e di altre case automobilistiche europee ed americane; E così via. Ma soprattutto i due grandi problemi, che danneggiano pesantemente le economie occidentali: il bassissimo livello di stipendi dei cittadini cinesi uniti ai generosissimi incentivi che il governo cinese è dipsosto a versare alle aziende, che convince molte aziende a delocalizzare in quel Paese; e la rivalutazione del reinmbi, la moneta cinese, il cui valore è tenuto basso per agevolare le esportazioni. Nel secondo caso, qualcosa gli Usa l'hanno ottenuto, con un aumento di valore di circa il 10% in un anno, ma non basta. Gli Usa hanno bisogno che la CIna rivaluti la moneta, in modo da cominciare ad importare beni - ovviamente soprattutto dagli Stati Uniti - e a consumare di più, per migliorare la situazione economica dei Paesi occidentali. Ma ovviamente l'interesse cinese è diametralmente opposto: un Occidente così debole, come lo è in questo periodo, costituisce un ottimo mercato su cui acquistare interi governi. Infatti comprando grandi quantità di titoli di Stato (e con le riserve valutarie a disposizione lo possono fare tranquillamente), hanno in pugno quel Paese. Per esempio, di recente stanno acquistando titoli spagnoli. Se tra 6 mesi o un anno il governo cinese dovesse fare qualche richiesta al governo spagnolo, come potrebbe quest'ultimo rifiutare, correndo il rischio di trovarsi sul mercato centinaia di miliardi di euro in titoli di Stato e quindi un incrementro notevole del tasso di interesse, con seri rischi per la sostenibilità economica del paese?

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di Antonio Rispoli
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