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Personalità controversa,ma destinata a rimanere nella storia

Hugo Chavez, dittatore o presidente illuminato?


Hugo Chavez, dittatore o presidente illuminato?
06/03/2013, 11:05

Martedì 5 marzo, alle 16.25 ora locale, è morto a Cuba il Presidente venezuelano Hugo Chavez, dopo una lunga malattia causata dal cancro. Ma chi era? 

Facile limitarsi alla descrizione fatta dagli Usa, di un dittatore, un criminale, che ha mantenuto il proprio potere in ogni modo, anche attraverso limitazioni alla libertà individuale e violazioni dei diritti umani. Oppure, al contrario, definirlo un eroe del socialismo internazionale, che ha agito per il bene del Paese. Entrambe le cose sono vere, ed è vero altro. Come dimostra la sua vita. 
Chavez tentò una prima volta di prendere il potere nel 1992 con un colpo di Stato, quando era colonnello dell'esercito; ma il tutto fallì e il leader andò in prigione. Quando ne uscì passò alla lotta democratica, diventando Presidente del 1998. Allora il Venezuela era un Paese povero, dato che la sua principale ricchezza (l'attività di estrazione del petrolio) era nelle mani di società straniere. Chavez prima indisse un referendum (il primo nella storia del Venezuela) per chiedere ai citytadini venezuelani se volevano cambiare la Costituzione ed ottenne l'80% dei sì; poi ottenne 120 seggi su 131 all'Assemblea costituente. Avuto  il successo che desiderava, cominciò a fare una serie di leggi a favore dei propri cittadini: nazionalizzazione delle società di estrazione petrolifera, abolizione del latifondo, introdusse l'istruzione gratuita per tutte le scuole di ogni ordine e grado, con aumento degli stipendi per gli insegnanti del 40%; stabilizzazione della moneta nazionale, il bolivar; uscita dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale; incremento della sanità pubblica, grazie anche a personale medico proveniente da Cuba con una preparazione elevatissima. Un programma non legato ad una ideologia precisa, ma che sembrava dettato più che altro dalle esigenze tipiche del Paese. Ovviamente scelte del genere sono andate a pestare i calli agli interessi occidentali, a cominciare dagli Usa, che Carlos Adre Perez - il Presidente prima di Chavez - aveva lasciato che spadroneggiassero. ANcora più fastidio ha dato la politica estera del Venezuela, che strinse rapporti diplomatici con "Paesi canaglia", dal punto di vista degli Usa: la Libia di Gheddafi, Iran, Cuba, la Bolivia di Morales. E soprattutto il riconoscimento dello Stato palestinese, cosa che fece infuriare Israele, la quale protestò al punto che nel 2009 Chavez espulse l'ambasciatore israeliano ed interruppe i rapporti diplomatici con quel Paese. 
L'ostilità americana si è vista in tanti aspetti: sostegno agli oppositori politici di Chavez; appoggio al colpo di Stato del 2004, organizzato da alcuni ufficiali dell'esercito, (poi defunto perchè si trovò contro la stragrande maggioranza dei cittadini e anche parte dell'esercito stesso); screzi con il Venezuela, istigati dagli Usa; e così via. Inoltre le accuse di violazione dei diritti umani, spesso tramite Amnesty International; di negare le libertà civili, a cominciare dalla libertà di informazione; e così via. In realtà, anche se nel 2007 chiuse la RCTV, una delle più vecchie del Paese, e anche se ora il governo dispone di 5 TV, Chavez non ha mai fatto una occupazione militare delle Tv, come per esempio avviene in Italia da parte di Silvio Berlusconi. Alle elezioni del 2006, per esempio, il panorama televisivo era schierato più o meno a metà tra Chavez e il suo avversario Rosales, come testimoniò una commissione di osservatori europei. In realtà, l'unica pesante differenza con le norme di altri Paesi, è la normativa che vieta la trasmissione di immagini violente e pornografia prima delle 22; norma che, secondo gli oppositori, serve a nascondere le informazioni su eventuali tafferugli che dovessero scoppiare. 
Quindi, come dicevo, un'azione molto controversa, per un Presidente amato dalla maggior parte dei propri concittadini e odiato dai ricchi e dagli stranieri, per la sua politica di sinistra ma fondamentalmente nazionalista. Tuttavia, è indubbio che ha fatto tanto per il proprio Paese. Grazie a lui, la mortalità infantile è scesa a livelli minimi, la scolarizzazione della popolazione è pressochè totale, il livello sanitario è eccellente, con posti di cure agli angoli delle strade dove tutti possono accedere; e il Paese, pur non essendo prospero, non è più quello che 20 anni fa aveva bisogno di aiuti alimentari per un terzo della sua popolazione. 

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di Antonio Rispoli
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