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I colloqui di pace Netanyahu-Abu Mazen: l'ennesima bufala


I colloqui di pace Netanyahu-Abu Mazen: l'ennesima bufala
03/09/2010, 08:09

Iniziati i colloqui di pace tra il Presidente palestinese Abu Mazen e il premier israeliano Benjamin Netanyahu sulla pace in Medio Oriente, sotto la supervisione Barack Obama. Grosso successo diplomatico? No, solo l'ennesima bufala per i palestinesi ed uno spot elettorale per Obama in vista delle elezioni di midterm che si terranno tra due mesi e nei quali il Presidente Usa rischia di subire una cocente sconfitta. Vediamo perchè.
Innanzitutto Abu Mazen: chi rappresenta? Solamente se stesso e la cricca di personaggi di cui si circonda. E' molto odiato a Gaza e a malapena sopportato in Cisgiordania, dove larga parte della popolazione lo considera un venduto ad Israele e agli Usa. E già questo non è un incipit positivo. Ma a questo dobbiamo aggiungere le premesse poste da entrambe le parti. Netanyahu ha preteso di considerare nuovi confini israeliani, molto più ampi di quelli ottenuti nel 1967 - già di molto superiori ai veri confini israeliani, che sono stati fissati nel 1948 e in cui dovrebbe tornare, per rispettare le norme internazionali - quando Tel Aviv lanciò un attacco su vasta scala e si approprio di decine di migliaia di chilometri quadrati dei territori della Giordania, del Libano, della SIria e dell'Egitto. Questo significherebbe accettare l'appropriazione manu militari che il governo israeliano ha praticato, installando colonie illegali in tutti i punti strategici della zona. Se i palestinesi accettassero questa pretesa, significherebbe consegnare le proprie case ai capricci degli israeliani, accettare di rinunciare per sempre ad avere una propria nazione.
La seconda pretesa è quasi comica: la smilitarizzazione completa e definitiva dei territori palestinesi. In Palestina le uniche armi presenti sono i fucili di assalto, per lo più Kalashnikov di vecchio tipo. E basta. Di fronte c'è Israele, che ha pistole, fucili, missili a testata nucleare, aerei, elicotteri, navi e via elencando. I danni che i palestinesi possono fare agli israeliani sono minimi, tanto è vero che dal 2009 ad oggi nessun israeliano è stato ucciso dai palestinesi; mentre nello stesso periodo oltre 1000 civili palestinesi sono stati uccisi dalle armi israeliane. E questo confronto dice tutto.
La terza cosa è la spartizione di Gerusalemme, con una parte della città riservata agli arabi piccolissima, addirittura senza accesso alla Moschea, perchè essa è costruita sopra il muro del pianto e la sicurezza degli ebrei viene prima.
Invece Abu MAzen avanza una sola timida precondizione: bloccare l'enorme espansione che Israele sta attuando nelle città palestinesi, distruggendole quartiere per quartiere e sostituendo i propri coloni alle case dei legittimi occupanti. Cosa per la quale già c'è stato il no congiunto di Netanyahu e di Obama.
Questa è l'esposizione dei fatti. Con queste premesse, che speranze ci sono? In realtà, Israele non vuole alcuna pace. Vuole solo il "Grande Israele", cioè un territorio che vada dal confine meridionale turco fino al Nilo e fino a Teheran. Questo è l'obiettivo che sostiene questo governo e che è condiviso da larga parte della popolazione israeliana, ma anche da larga parte degli ebrei nel mondo. Perchè quello che è vergognoso resta il silenzio complice delle comunità ebraiche in tutto il mondo. CIoè noi abbiamo Israele che sta creando un territorio "Araber frei", esattamente come i nazisti tentarono di creare un territorio "Juden frei" nell'est Europa; hanno costruito il ghetto di Gaza, 10 volte più grande del ghetto di Varsavia e con un milione e mezzo di persone che stanno morendo di fame e di sete, esammanete come dal 1939 al 1943 gli ebrei morivano di fame e di sete a Varsavia. Ma nessun ebreo apre bocca in proposito, se si escludono pochissimi intellettuali, come Moni Ovadia in Italia e qualche altro nel mondo. Quando ci sono commemorazioni, Attilio Pacifici, capo della comunità israeliana in Italia, è sempre in prima fila a lamentarsi di fatti accaduto 70 anni fa; ma quando sono i suoi correligionari a comportarsi come i nazisti di allora, dove sparisce? In quale buco nasconde la sua testa, per non vedere l'ipocrisia che trasuda da ogni suo poro?

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di Antonio Rispoli
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