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I fascisti travestiti da sionisti


I fascisti travestiti da sionisti
26/06/2010, 09:06

In questi giorni si è assistito ad uno spettacolo a dir poco deprecabile, ma tutto sommato divertente, se uno non pensa alle stragi che ci sono dietro. Infatti abbiamo avuto il Presidente della Camera Gianfranco Fini che è andato in visita in Israele, dove ha dato l'assenso ai continui attacchi israeliani contro i civili palestinesi, in nome della difesa di Israele. Ha usato parole come: "La priorità è e deve essere la difesa di Israele", come se fosse il paese ebraico ad essere attaccato. Dall'altra parte abbiamo avuto a Roma una manifestazione organizzata da associazioni sioniste come l'Ugei (Unione giovani ebrei italiani) e la Benè Berith, in ricordo di un soldato israeliano rapito, Gilad Shalit; questo con l'egida e il pieno appoggio del Sindaco di Roma, Gianni Alemanno. AL quale importa tantissimo di un soldato rapitio, ma evidentemente non gli interessa nulla di oltre 10 mila palestinesi detenuti illegalmente nelle prigioni israeliane, senza processo, senza diritti e senza alcuna prospettiva di tornare a casa. Anche perchè nel frattempo i commilitoni di Shalit stanno trucidando donne e bambini palestinesi e ne stanno distruggendo le case, per evitare che possano intralciare i piani di espansione territoriale di tel Aviv.
Ed è divertente vedere due ex (ma saranno poi ex?) fascisti come Fini e Alemanno, che facevano parte dell'MSI, che indossano la pelle dei sionisti, e appoggiano le loro iniziative propagandistiche per nascondere lo sterminio che il governo di Tel Aviv sta commettendo a Gaza.
Uno sterminio che viene coperto tranquillamente dai mezzi di informazione italiani, che sembrano le agenzie stampa del Ministero della Difesa israeliano, dato il taglio che danno alle notizie. E si può prendere ad esempio proprio la cronaca di un episodio accaduto ieri. Mentre si svolgeva la manifestazione sionista, guidata dal capo della comunità ebraica di Roma, Attilio Pacifici, un gruppo di una quarantina di pacifisti, italiani e palestinesi, deponevano candele accese sulle scalinate del Campidoglio e facevano un sit-in di protesta, contro la decisione del sindaco di prendere così apertamente le parti degli israeliani e in memoria dei palestinesi detenuti illegalmente, trucidati, torturati dai soldati con la stella di David. Purtroppo per loro, la scalinata sta sulla strada che molti dei partecipanti alla manifestazione ebraica prendevano per tornare nel quartiere ebraico della capitale. E si sa che ai sionisti non piacciono le manifestazioni democratiche, quando non solo le loro. Di conseguenza sono partiti all'assalto dei pacifisti, soverchiandoli con la violenza e col numero, e mandando una ragazza in ospedale con ferite serie (pare sia stata accolta all'ospedale con un codice giallo) e ferendo almeno altre tre persone più lievemente. Poi è arrivata la Polizia che ha diviso i due gruppi, ma guardandosi bene dall'identificare e denunciare gli aggressori. Cosa dovuta contro gli italiani che commettono reati, ma non evidentemente contro gli ebrei.
Il resoconto che si può leggere di questa vicenda è surreale: ieri, quando i fatti erano freschi, quei pochissimi organi di stampa che hanno raccontato questa aggressione hanno usato termini incerti: "Non si sa chi ha cominciato per primo, è scoppiata una rissa, una ragazza è stata ricoverata (ferita da chi non si sa? Nessuno è andato a chiederglielo? Che strano modo di fare)" e così via. Oggi, che ci sono state 24 ore di distanza, invece trovo su Rainews un resoconto completo, con tanto di interviste. Ovviamente interviste fatte da una parte e dall'altra, per ricostruire la vicenda, pensarà qualche ingenuo di turno. No, interviste fatte solo a personaggi della comunità ebraica: ad Attilio Pacifici, ad alcuni presunti testimoni, e ai soliti politici che pensano di aumentare il loro charme politico "insaponando" la comunità ebraica, come Alemanno, il presidente della Provincia di Roma, ZIngaretti, la Presidente della Regione Lazio Polverini ed il capogruppo del Pd a Roma, Cioffredi. Che non erano presenti ai fatti, ma si sono sentiti in dovere di condannare i pacifisti pro Palestina e i palestinesi, rei probabilmente di essersi fatti menare.
Naturalmente questo è solo un esempio, non intendo certo colpevolizzare Rainews. In Italia così si fa informazione sul Medioriente: si sente solo ed esclusivamente la campana della propaganda ebraica-statunitense-occidentale, e mai si verificano i fatti. Anche perchè oggettivamente non si possono verificare. A Gaza infatti è impossibile entrare legalmente. L'unica possibilità per farlo è entrare in Egitto, contattare Hamas ed entrare nella Striscia attraverso i tunnel scavati dai palestinesi, insieme al cibo, all'acqua e a qualche medicinale. Perchè anche se a quanto pare tutti l'hanno dimenticato, il fatto che Israele abbia dirottato le navi cariche di aiuti umanitari della Freedom Flottilla nel porto israeliano di Ashdod, uccidendo almeno 19 pacifisti che cercavano di salvare i palestinesi, significa che quegli aiuti non sono arrivati ai palestinesi. E non ci arriveranno mai, perchè gli israeliani hanno scaricato le navi, preso quello che gli serviva e distrutto il resto. Cioè c'è ancora un milione e mezzo di persone che sono rinchiuse in una immensa prigione a cielo aperto dove alla Mezzaluna rossa o ad organizzazioni umanitarie tipo Emergency non è concesso avvicinarsi (la Croce Rossa, da bravo organo della politica italiana, non lo chiede neanche, se ne disinteressa completamente); dove i camion di aiuti umanitari che l'Onu cerca di far arrivare vengono fermati e distrutti dai soldati con la stella di David; dove ci si alza la mattina senza sapere se prima di sera una cannonata o una bomba d'aereo israeliana ti colpirà durante la giornata. Il tutto nella assoluta indifferenza dell'Occidente, che non ne vogliono sapere nulla e che se ne fregano.
Immagino a questo punto la critica: "Ma Israele deve difendersi da Hamas". Vediamo i dati: l'ultimo israeliano ucciso da Hamas su territorio israeliano è del 2008; da allora Israele ha ucciso oltre 8000 palestinesi su suolo palestinese. Chi è che sta all'attacco e chi in difesa?

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di Antonio Rispoli
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