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Il sito avverte: "Tratteremo tutte le questioni mondiali"

I "festini" di Mr B. nel mirino di Wikileaks


I 'festini' di Mr B. nel mirino di Wikileaks
28/11/2010, 18:11

Nessuno verrà risparmiato dalle nuove rivelazioni di Wikileaks. “Il materiale che stiamo per pubblicare copre essenzialmente tutte le maggiori questioni mondiali”. Ad annunciarlo è Julian Assange, numero uno del sito. In Italia è pomeriggio quando viene diffusa la notizia della pubblicazione dei documenti che dovrebbero duramente colpire le diplomazie di mezzo mondo (saranno on line questa sera dalle 22.30, pubblicati da Spiegel, New York Times, Guardian, El Pais e Le Monde). “Nell'ultimo mese -dice Assange - ho speso tutte le mie energie per preparare la pubblicazione della storia diplomatica degli Usa”.
Rivelazioni a 360 gradi sui più potenti governi mondiali: nelle anteprime pubblicate già intorno alle 17 (primo su tutti il periodico Spiegel) in prima fila c'è il premier tedesco Angela Merkel, poi il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, con la didascalia “questo è Hitler”, il colonnello Muammar Gheddafi (“procaci biondine come infermiere”), il presidente afghano Karzai (“spinto dalla paranoia”), il presidente francese Sarkozy (“imperatore senza vestiti”) e ultimo in fondo a destra, il premier italiano Silvio Berlusconi a cui è dedicata la didascalia “Feste selvagge”. L’annuncio delle rivelazioni sul Cavaliere manda in fibrillazione il Pdl: l'operazione Wikileaks cambia la stessa nozione di terrorismo con una accezione “più vasta” di quella tradizionale. “Nelle prossime ore - osserva in una nota Cicchitto - vedremo l'effettiva entità dell'operazione Wikileaks e quindi saremo in grado di dare una valutazione ponderata”.
A conferma di quanto siano attese le rivelazioni, intorno alle 17 arriva un tweet di Wikileaks. “Siamo sotto attacco informatico”, scrivono. Secondo Assange i documenti che saranno pubblicati sono oltre 250mila. “Questi 250mila documenti segreti arrivano da ambasciate americane in tutto il mondo, e abbiamo già potuto constatare che durante la settimana scorsa, gli Stati Uniti hanno reagito tentando di ammortizzare gli effetti che potrebbe provocare”, spiega. Le autorità americane hanno contattato una decina di Paesi, fra l'Australia, la Gran Bretagna, il Canada, Israele, la Turchia e l'Italia. Tutti Paesi pronti al peggio. “E' l'11 settembre della diplomazia”, dice Frattini. “Wikileaks fa saltare i rapporti di fiducia tra gli Stati, perché la diplomazia o è confidenziale oppure non funziona”, spiega il ministro degli Esteri. I file in uscita conterrebbero molte critiche mosse dagli Usa a importanti leader mondiali come Nelson Mandela. Il giornale Mail on Sunday scrive che il presidente sudafricano accusò il presidente Usa George Bush di essere razzista perche, ai tempi dell'invasione dell'Iraq, ignorò le richieste dell'Onu perche Kofi Annan era di colore. Secondo il Sunday Times invece ci sarebbero rivelazioni esplosive per le relazioni di Usa e Gran Bretagna con opinioni negative date da Washinghton sui governi di Blair, Brown e dello stesso Cameron. Il governo di Londra infatti ha messo in guardia i britannici residenti in Pakistan, Iraq, Iran e in altri Paesi musulmani. “I documenti potrebbero spingere a considerare Londra alleata del grande Satana per attaccare l'islam”, ha riferito al Times un responsabile del governo di Londra che ha chiesto l'anonimato. “C'è un certo nervosismo perché si potrebbe accendere alcune teste calde”, ha aggiunto la fonte.
Una gelata si attende anche per i rapporti tra Usa e Russia. Secondo il Kommersant infatti ci sarebbero forti critiche degli Usa ai leader russi nonchè le registrazioni di colloqui tra diplomatici americani russi. Non dovrebbe invece esserci nulla di compromettente per i rapporti tra Usa e Israele.
Intanto gli Stati Uniti hanno respinto qualunque negoziato con il sito, affermando che Assange possiede i documenti in violazione della legge americana. “Non intavoleremo un negoziato sulla diffusione o la divulgazione di documenti confidenziali americani ottenuti illegalmente”, ha scritto il consulente giuridico del Dipartimento di Stato, Harold Koh, in una lettera indirizzata a Julian Assange, e al suo avvocato, girata ai mass media.

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di Davide Gambardella
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