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I figli di Sakineh si appellano al Papa e a Berlusconi


I figli di Sakineh si appellano al Papa e a Berlusconi
05/10/2010, 11:10

TEHERAN (IRAN) - Strana intervista che i figli di Sakineh Mohammadi Ashtoni hanno rilasciato alla Aki Adnkronos. Parlando della loro situazione, Sajad e Saineh dicono: "La nostra condizione continua a diventare sempre più difficile e sentiamo il pericolo di essere arrestati; pertanto, considerata anche la grande attenzione del governo e del popolo italiano nei confronti della nostra causa, chiediamo al premier italiano, Silvio Berlusconi, asilo politico. Così, in caso dovessimo intuire di essere inseguiti dal governo, avremmo un posto nel mondo dove rifugiarci. Nessuno qui risponde alle nostre legittime richieste sul caso di nostra madre e temiamo veramente per la sua vita. Temiamo di essere presto arrestati e il nostro avvocato, Javid Hutan Kian, è come noi in pericolo. Non lasciateci soli. Speriamo che il Vaticano aumenti le sue pressioni sul governo iraniano. Siamo troppo soli e abbandonati".
Strano che debbano temere adesso, quando il processo contro la loro madre si è svolto prima dell'estate e l'omicidio per il quale è stata processata è ancora precedente. E poi come mai definiscono avvocato Kian, una persona che non è mai stata in un Tribunale iraniano, ma che invece fa parte dei Mujaeddin del Popolo, una organizzazione terrorista che una volta era finanziata da Saddam Hussein ed ora è passata sotto il controllo del Mossad israeliano? Per carità, chiedere l'intervento della pressione internazionale per cercare di ottenere la grazia per la propria madre, per quanto è una assassina, è assolutamente normale. Ma sono strane queste bugie apparentemente non richieste. O no?

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di Antonio Rispoli
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