Dal mondo / Medioriente

Commenta Stampa

Un viaggio dimostrativo sui bus dei coloni

I palestinesi si ispirano alla lotta civile neri d'america


I palestinesi si ispirano alla lotta civile neri d'america
15/11/2011, 18:11

TEL AVIV - È durato pochi chilometri appena un viaggio dimostrativo intrapreso oggi da un manipolo di attivisti palestinesi a bordo dell'autobus israeliano di linea 148, che collega la città-colonia di Ariel (Cisgiordania settentrionale) a Gerusalemme. Gli attivisti sono saliti a bordo dell'autobus - dove di norma viaggiano solo israeliani, civili e militari - alla fermata di Kochav Yaakov, un piccolo insediamento a breve distanza da Ramallah. Ma la manifestazione - che è coincisa con l'anniversario della proclamazione di Algeri (1988) di indipendenza della Palestina e che peraltro si ispira alle lotte dei neri contro la segregazione razziale nell'America degli anni Sessanta - era stata anticipata per tempo ai mass media e di conseguenza la polizia israeliana attendeva l'autobus al varco. Al punto di blocco di Hizme, alle porte di Gerusalemme, l'automezzo è stato dunque fermato e parcheggiato in una strada laterale. Mentre gli attivisti trasmettevano in diretta su internet l'andamento della dimostrazione, alcuni agenti sono saliti a bordo e hanno chiesto i documenti di identità. È risultato così che sei attivisti palestinesi - fra cui il docente dell' Università di Betlemme Mazin Qumsieh - non avevano i permessi necessari per entrare a Gerusalemme. Dopo una breve discussione sono stati obbligati a scendere, e sono stati fermati assieme ad una attivista palestinese con cittadinanza israeliana. In un documento inoltrato alla stampa questi attivisti hanno spiegato di aver voluto «sfidare la politica di separazione razziale» praticata a loro parere da Israele nei Territori e hanno anticipato che torneranno a salire sistematicamente sugli autobus israeliani che attraversano la Cisgiordania. Una organizzatrice ha aggiunto che gli attivisti di questo gruppo (che si autoproclama 'Freedom Riders', viaggiatori della libertà) entreranno in azione in gruppi di quattro-cinque persone alla volta ed in linee poco frequentate affinché i conducenti israeliani non possano sostenere di non aver posti liberi e non possano dunque chiudere loro la porta in faccia.

Commenta Stampa
di Valerio Esca
Riproduzione riservata ©