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In agenda una proposta di legge per combattere la pedofilia

I segreti del confessionale cattolico in pericolo

Alla luce dei casi di violenza sessuale dei preti su minori

I segreti del confessionale cattolico in pericolo
24/07/2011, 16:07

 

DUBLINO (IRLANDA) – Il vescovo Mons. Magee, dimissionario e già segretario di Stato di 3 papi (Wojtyla, Luciani, Montini), che guidava la diocesi di Cloyne, dal 1996 al 2008, è al centro dell'attenzione mediatica a causa della diffusione del rapporto governativo irlandese ''Cloyne'', un dossier accusatorio, di oltre 400 pagine, nei confronti della diocesi che conduceva personalmente, colpevole d’aver coperto inadeguatamente gli abusi sessuali commessi su 100 minori da 46 sacerdoti cattolici.

Queste accuse sono state accompagnate da dure parole d'indignazione gridate dal capo di governo irlandese, Enda Kenny, che ha attaccato la Santa Sede promettendo di arrivare a mettere in agenda di lavoro un progetto legislativo che se approvato, obbligherebbe i sacerdoti a denunciare alla Polizia le notizie su abusi sessuali di minori svelate in confessione (La confessione è una questione privata che permette al penitente di emendarsi, di purificarsi. Il segreto è condizione necessaria), altrimenti se non lo facessero, rischierebbero 5 anni di prigione: ''Lo stupro e la tortura di bambini sono stati minimizzati per difendere il primato dell'istituzione, il suo potere e la sua reputazione''.

Una presa di distanze "senza precedenti'' nei confronti della Chiesa, secondo la stampa nazionale: per l'Irish Times si tratta della fine di "decenni di obbedienza servile" nei confronti di Roma, mentre The Irish Independent di "rottura senza precedenti" e The Examiner invece parla della ''fine dei giorni del dominio della Chiesa sullo Stato sono ormai ben lontani", sottolineata anche dai cittadini irlandesi, il cattolicesimo ha sempre rappresentato un elemento fondante della propria identità culturale nazionale, infatti secondo il sondaggio pubblicato dal quotidiano ''Irish Indipendent'', il 70% sarebbe favorevole alla rottura dei rapporti con la Santa Sede.

Il Vaticano sta preparando una risposta alle accuse, ma una cosa è già fin troppo chiara, l'attacco di Kenny ha motivazione che vanno ben oltre il dossier governativo per gli episodi accaduti a Cloyne, diocesi in cui non sono state mai applicate le direttive della Santa Sede, che attraverso la figura dell'allora Cardinale Ratzinger effettuò una riforma radicale nelle procedure nella guida della Chiesa di Pietro che predisponeva tra l'altro di non ostacolare il legittimo cammino della giustizia civile, ma un diritto canonico di concezione diversa da quello stabilito.

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di Zaccaria Pappalardo
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