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I tre lupi e il porcellino


I tre lupi e il porcellino
10/06/2010, 09:06

Non è una nuova favola per bambini. E' questa l'immagine che mi si è presentata davanti, quando ieri sera ho sentito che l'Onu aveva stabilito nuove sanzioni contro la popolazione civile iraniana. Perchè è bene chiarirlo: le sanzioni non sono contro Ahmadinejad, ma contro uomini, donne e bambini innocenti, rei solo di essere nati e di vivere in Iran. I tre lupi infatti non sono altro che gli Stati Uniti, l'Europa e l'Onu, che intendono papparsi il porcellino Iran. Meglio, vogliono papparsi tutto il petrolio che c'è nel sottosuolo iraniano.
Non che sia una novità. Quando gli USA nel 2001 attaccarono l'Afghanistan, lo fecero anche per completare una delle due braccia della tenaglia per invadere l'Iran (l'altro braccio è la parte di esercito che sta in Iraq, per realizzare un attacco sui due fronti). Vediamo adesso di ripercorrere gli ultimi passi che hanno portato a queste sanzioni.
Come è noto, negli ultimi anni l'Iran ha cominciato a sviluppare una propria industria legata al nucleare, ufficialmente per fini pacifici; Usa ed Israele invece li accusano di voler costruire una bomba atomica. Ora siamo al toro che dà del cornuto all'asino. Infatti sia gli USA che Israele non sono solo due Paesi con armamenti nucleari formidabili, ma sono anche i soli due Paesi al mondo che hanno utilizzato armi nucleari contro i civili: gli Stati Uniti nel 1945, quando sganciarono le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki; Israele nel 2006, quando - probabilmente per fare un esperimento - colpì alcuni villaggi libanesi con delle armi nucleari di potenza ridotta, le cosiddette mininukes. Non si sa come funzionano, perchè ovviamente Israele nega di avere armi nucleari. Ma una equipe di scienziati israeliani e inglesi, esaminando i resti di queste bombe, hanno scoperto che c'erano resti di "idrogeno metallico de-elettronizzato". In pratica l'idrogeno - che ha un protone ed un elettrone ed è un gas a temperatura ambiente - viene compresso fino a diventare solido; dopo di che, al momento dell'esplosione, gli elettroni vengono caricati di energia e "sparati" tutto intorno, generano un flusso di media energia che è mortale ma in un raggio abbastanza limitato (probabilmente 100 o 200 metri) e che non lascia tracce per secoli e secoli, come invece succede con le bombe atomiche normali.
Tuttavia sono proprio Israele ed Usa a dire di no all'Iran, mentre quest'ultimo continua a costruire le strutture per il cosiddetto "arricchimento dell'uranio". Che vuol dire questo termine? L'uranio in natura esiste in tre forme, dette isotopi (dal greco antico, vuol dire "stessa forma"), contraddistinte da un numero, che è la somma dei protoni e dei neutroni: il 235, 236 e 238. Quello più utile per le reazioni nucleari è il 238, ma è anche il più raro in natura. Così viene sottoposto ad un trattamento che permette agli isotopi con numeri atomici più bassi di raggiungere il 238. Così si produce uranio 238 per le varie applicazioni civili o militari ed uranio impoverito, che viene utilizzato sui proiettili dei cannoni per permettere loro di perforare le corazze dei mezzi nemici. Allora l'uranio 238 può servire indifferentemente per scopi civili o militari? No. Dipende da quanta è la percentuale di uranio 238 rispetto al resto. Solitamente, per gli usi civili è sufficiente che il 20 per cento sia uranio 238 (si dice "arricchito al 20%"), mentre solitamente per usi militari si usa quello arricchito oltre l'80% (cioè dove l'uranio 238 supera l'80% del totale).
Gli Stati Uniti, per non proibire apertamente all'Iran di usare il nucleare per scopi civili per motivi di propaganda, aveva proposto all'Iran che consegnasse il suo uranio non arricchito alla Francia, che poi avrebbe consegnato un pari quantitativo di uranio arricchito. Ma la Francia è alleata degli Stati Uniti e molto obbediente ai desideri di Washington: Che garanzie c'erano per Teheran che avrebbe restituito l'uranio? C'era il rischio che se lo tenesse e il governo iraniano non si fidava. A trovare una proposta di mediazione è stato il presidente brasiliano, Lula da Silva: la procedura rimane la stessa, ma l'Iran avrebbe consegnato il materiale alla Turchia che avrebbe provveduto ad arricchirlo al 20%, cioè solo per usi civili: centrali nucleari e macchinari per la radioterapia. Tutto a posto? Ovviamente no, perchè USA ed Israele vogliono la scusa per attaccare l'Iran. E quindi hanno approvato, nel giro di una decina di giorni, delle sanzioni che colpiranno pesantemente la popolazione civile. Infatti per esempio il blocco delle attività all'estero delle banche iraniane renderà difficile il pagamento degli acquisti di carburante. Infatti, anche se l'Iran è uno dei maggiori produttori petroliferi, ha pochissime raffinerie. Quindi ha tantissimo petrolio ma poca benzina, per essere chiari. E senza benzina diventa difficile distribuire il cibo in un Paese di 80 milioni di abitanti in una superficie enorme, rispetto all'Italia. Inoltre vengono colpite le importazioni di armi, in modo da ridurre l'efficienza dell'esercito al momento della progettata invasione da parte dell'esercito USA. Infine vengono autorizzati atti di pirateria contro le navi iraniane: chiunque potrà assaltarle e confiscarsele (basterà dire che c'erano armi a bordo) senza dover dare spiegazioni a nessuno. A questo punto non c'è molta possibilità per l'Iran: o trova qualche Paese confinante che decide di violare l'embargo e si rifornisce (ci sarebbero la Turchia ed alcune ex repubbliche russe) oppure tra 6 mesi incominceremo a vedere i cittadini iraniani che nelle zone più periferiche rischiano di rimanere senza cibo. E naturalmente, come succede con Gaza, non si dirà che la colpa è di chi affama (USA ed Israele in primisi, ma anche l'Europa) ma dei loro governanti (Hamas per i palestinesi di Gaza, Ahmadinejad per gli iraniani).
In tutto questo, una parola per l'Onu: ha dimostrato ancora una volta la sua inutilità come ente sovranazionale. Ormai, ha fatto la fine delle Società delle Nazioni, e lo si può tranquillamente smantellare, senza che cambi niente. Serve solo a fare da foglia di fico agli interessi di quelle tre o quattro nazioni che contano.

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di Antonio Rispoli
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