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Il sindaco di Rencovilier aveva già smentito da settimane

Il barboncino ucciso in Svizzera? Solo una bufala


Il barboncino ucciso in Svizzera? Solo una bufala
08/02/2011, 14:02

RENCOVILIER (SVIZZERA) - A volte basta poco per creare una bufala, soprattutto nei social network. E in questi giorni se ne è avuto un altro esempio. Sull'esempio di un articolo uscito sul Giornale e di un altro su Libero, su Facebook in molti hanno diffuso la notizia della signora Marilena Iannotta, abitante a Rencovilier, in Svizzera, a cui il Comune aveva soppresso il barboncino perchè non aveva pagato la tassa di 50 franchi (circa 38 euro), come prevede una legge del 1904.
Ma la notizia è una bufala, come conferma il sindaco di Rencovilier, Flavio Torti: "E' un'invenzione della stampa. Non so neppure chi sia questa donna, non esiste. Qui a Reconvillier i cani non li ammazziamo. Non è vero niente. Mi ha già chiamato la televisione Tsr, ma ora sono stufo di questa storia. Abbiamo mandato un comunicato stampa già dieci giorni fa".
E non solo: a quanto pare la notizia è stata presa talmente sul serio che il sindaco Torti è stato letteralmente bombardato di e-mail di protesta, a centinaia, in cui veniva accusato di crudeltà sugli animali.
La storia va avanti da oltre un mese, e già 10 giorni fa il sindaco è stato costretto ad emanare un comunicato in cui spiegava come il fatto fosse del tutto falso.

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di Antonio Rispoli
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