Dal mondo / America

Commenta Stampa

Il contingente italiano ad Haiti interviene su diversi fronti


Il contingente italiano ad Haiti interviene su diversi fronti
12/02/2010, 16:02


PORT AU PRINCE - Giornate laboriose per i militari del contingente italiano impegnati nella missione umanitaria “White Crane” in supporto alla popolazione haitiana. Il Comandante del Contingente, capitano di vascello Gianluigi Reversi, insieme con i responsabili dell’Unità di coordinamento della Protezione Civile italiana, ha identificato alcuni obiettivi concreti da raggiungere in breve tempo che possano aiutare gli haitiani a rialzarsi dalla condizione disastrosa nella quale sono precipitati anche a causa del recente terremoto. Dopo un sopralluogo svoltosi il 9 febbraio scorso, presso l’Istituto Don Bosco dei Salesiani, nella zona Le Salin vicina al porto, e l’incontro con Padre Jacques Charles, direttore dell’istituto scolastico salesiano di arti e mestieri, i militari del contingente italiano hanno iniziato l’opera di sgombero delle macerie e la messa in sicurezza della struttura per passare poi in una seconda fase alla ricostruzione. Gli uomini della Task Force Genio della Brigata Alpina “Julia” dell’Esercito, insieme ai fucilieri dell’aria dell’Aeronautica, ai fucilieri di Marina del Reggimento San Marco e ai Carabinieri stanno intervenendo su diversi fronti. In soli due giorni le ruspe e i mezzi pesanti del Genio hanno rimosso le macerie lungo tutto il perimetro di cinta dell’ospedale pediatrico Sant Damian della Fondazione NPH (Nuestro Pequeno Hermanos) - Francesca Rava. Gli alpini della Julia, oltre a ripristinare la corretta viabilità lungo le strade limitrofe all’ospedale, hanno rinforzato il muro di cinta della struttura sanitaria, diretta da Padre Rick Lafaiette. Anche la scuola elementare delle Piccole Sorelle del Vangelo, dissestata dal sisma, è tra gli obiettivi dei militari italiani. La comunità dei bambini che le suore curano hanno, già nei giorni passati, ricevuto assistenza in termini di viveri, acqua potabile e medicinali. Nel frattempo continua incessante l’opera dei medici imbarcati su nave Cavour. Ad oggi sono stati curati 10 pazienti, ritenuti casi complessi e necessitanti di visite specialistiche approfondite. Cinque invece sono i ricoverati nella zona ospedaliera flottante. Decisiva l’attività Medevac (Medical Evacuation), condotta con gli elicotteri imbarcati e un team affiatato dell’Aeronautica Militare. Il 9 febbraio scorso, infatti, la vita di un bambino di 8 anni è stata salvata, grazie all’azione tempestiva e al soccorso condotto con gli elicotteri e il team Medevac di bordo.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©