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Un fiume alcalino in piena

Il fango tossico cancella intere città


Il fango tossico cancella intere città
07/10/2010, 22:10

Il fango tossico oggi ricopre quello che era una volta Kolontar: oggi e' sommerso sotto una coltre di lava rossa alta fino a due metri. È questo l’epicentro del disastro ecologico provocato dalla fuoriuscita di fango tossico da un impianto per la lavorazione dell'alluminio, e qui la vita si e' fermata. Masse di fanghiglia rossiccia e polvere rossa ovunque, su quel che resta delle case colpite dalla massa di materia tossica riversatasi sulle strade, sui boschi e i prati della zona, sulle tute e gli stivali di gomma di quanti circolano nel paese spettrale: uomini della protezione civile, vigili del fuoco, giornalisti e autorita'. L'aria e' pungente, impregnata di acidi e metalli, l'atmosfera e' irreale. La gente gira con la maschera antigas e, chi puo' con tutte di plastica. Soldati e mezzi militari, camion e blindati dappertutto. Il governo ha promesso aiuti per la costruzione di nuove case a coloro che vogliono trasferirsi ma anche a coloro che vogliono rimanere qui.''E' difficile trovare le parole, se fosse avvenuto di notte sarebbero tutti morti'', ha detto.
Il premier e' convinto che il disastro non puo' avere un'origine naturale. Un' indagine della procura e' in corso per accertare le responsabilita' ma le autorita' sono convinte che la colpa sia della societa' Mal S.A. che gestice l'impianto per la lavorazione di alluminio ad Ajka. Verosimilmente un contenitore all'aperto dove veniva stivato il materiale di scarto e' stato riempito molto oltre misura provocando la frana delle pareti di contenimento e la fuoriuscita del materiale tossico.
Una fiumana di fango alcalino fortemente corrosivo e contenente scorie di metalli pesanti ha inondato Ajka e i due comuni vicini di Devecser e Kolontar. La societa' ha stanziato 110.000 euro di indennizzi (360 a famiglia) ma la gente e' infuriata e ritiene insufficiente l'elemosina. L'accesso ad Ajka e all'area dell'impiato era oggi interdetto e tutte le strade attorno bloccate. La massa velenosa, che secondo gli ambientalisti e' cangerogena e ha in parte del tutto inquinato la terra e le acque, si e' spostata oggi verso il Danubio. Il fiume Marcal e' completamente inquinato e in parte anche il Raba, che confluisce inun ramo del Danubio. Nel secondo fiume europeo oggi sono stati rinvenuti pesci morti ma le autorita' assicurano che il livello di contaminazione e' basso. 

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di Elisabetta Froncillo
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