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Il fuciliere e' in India da 15 mesi con commilitone Girone

Il Marò Latorre su Facebook: non mollo


Il Marò Latorre su Facebook: non mollo
17/05/2013, 10:18

 INDIA -  Il fuciliere tarantino del battaglione San Marco, Massimiliano Latorre, trattenuto in India da 15 mesi con il commilitone barese Salvatore Girone, con l'accusa di aver ucciso due pescatori, scambiandoli per pirati, nel corso di una missione al largo delle coste del Kerala,  fa sentire la sua “voce” attraverso il social network facebook .

Il militare scrive: "Posso dirvi a gran voce che non sto mollando" e "rassicurarvi che mi sento ben forte con me stesso e con tutto ciò che mi circonda".  Le parole di Latorre su Fb, sono una precisazione alla "poesia" che ha pubblicato il giorno precedente sul social network, e il cui significato, secondo il marò, è stato travisato dai suoi "magnifici sostenitori".

"Sono rammaricato e permettetemi di aggiungere queste mie umili righe per chiarire il significato della mia poesia pubblicata ieri", scrive Latorre, aggiungendo che "quei sentimenti appartenevano ai giorni della detenzione in carcere, ma purtroppo hanno assunto, mio malgrado, un significato diverso".

 I versi della poesia pubblicata da Latorre su Fb, scritta "durante il periodo di detenzione in carcere febbraio-giugno 2012", sono i seguenti: "DOMANI SARA' IL NOSTRO GIORNO. Oggi è il domani di ieri. Ma domani sarà come oggi? Quanti domani dovranno ancora passare, che non siano come oggi, ma che sia veramente DOMANI!!".

"Ho voluto condividere con voi tutti - spiega il fuciliere - quelli che erano i miei pensieri in quei giorni così amari, giorni in cui aspettavo con ansia un solo e semplice raggio di sole, e cioè uscire dal carcere".

 "Sono rammaricato - aggiunge - perché voi, magnifici e stupendi sostenitori, abbiate pensato che la ma poesia fosse un segno di stanchezza, che io stessi mollando, ma posso dirvi, ed a gran voce, che non è così". "Posso rassicurarvi - precisa il fuciliere - che mi sento ben forte con me stesso e con tutto ciò che mi circonda".

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di Rosario Scavetta
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