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Il nuovo cardinale di Los Angeles: la Chiesa rema a destra e a sinistra


Il nuovo cardinale di Los Angeles: la Chiesa rema a destra e a sinistra
18/04/2010, 11:04

“Bisogna smetterla di punire i giovani”. Parla José Gómez, l’arcivescovo di San Antonio, mentre difendeva gli immigrati in Colorado per cercare di bloccare la proposta di togliere ai figli dei clandestini i benefici di frequentare l’università.
Ma questo è solo un lato delle caratteristiche dell’arcivescovo Gómez che il Papa Benedetto XVI ha recentemente nominato a diventare l’arcivescovo di Los Angeles sostituendo il Cardinale Roger Mahoney il quale andrà in pensione.
L’altro lato dell’arcivescovo Gómez consiste di un ultraconservativismo religioso e politico. Ciò è forse riflesso in modo notevole nell’essere stato vicario della delegazione del Texas di Opus Dei, un’organizzazione della Chiesa che promuove una visione di fede cattolica conservatrice e contraria alle novità del Concilio Vaticano II.
Una personalità dunque che include qualità di sinistra con la sua preoccupazione per gli immigrati ma anche con forti sfumature tipiche dell’ortodossia più solida della Chiesa e della destra politica.
L’arcivescovo Gómez, nato nel Messico, ma cittadino americano, eventualmente sarà promosso a Cardinale non molto dopo del 2011 quando inzierà il suo incarico a Los Angeles. Diventerà il primo ispanico negli Usa ad ascendere al ruolo di cardinale.
Si tratta di una mossa calcolata dal Vaticano considerando la crescita dei cattolici in America. Si calcola che fra dieci anni gli ispanici saranno il gruppo maggioritario dei cattolici negli Usa. L’arcidiocesi di Los Angeles include più di cinque milioni di cattolici, il settanta percento dei quali sono ispanici. Senza dubbio il nuovo arcivescovo riuscirà a collegarsi molto bene con il suo nuovo gregge considerando gli aspetti demografici.
Anche a livello politico l’arcivescovo Gómez avrà notevole successo perché una buona parte degli ispanici sono immigrati recenti. In ciò egli potrà continuare il ruolo tradizionale della Chiesa Cattolica in America di assisterli ad integrarsi nel nuovo Paese come è avvenuto nel passato con altri gruppi etnici, come gli italiani, i polacchi e gli irlandesi ecc.
L’arcivescovo Gómez ha già dimostrato queste qualità di appoggio agli immigrati a Denver, Colorado dove lui svolse un ruolo fondamentale nella creazione del Centro San Juan Diego che provvede programmi sociali agli immigrati. Questi includono opportunità di imparare l’inglese come pure assistenza sociale e legale per lottare contro la deportazione. L’arcivescovo Gómez, come il Cardinale Mahoney, ha partecipato a marce per sostenere i diritti degli immigrati senza considerazione del loro status immigratorio.
Non è da sottovalutare però il lato conservatore dell’arcivescovo Gómez. A cominciare della sua opposizione abbastanza forte alla riforma della sanità approvata di recente dal governo del presidente Barack Obama per la questione dell’aborto. In ciò l’arcivescovo Gómez si è schierato con i suoi colleghi e contro le suore americane le quali hanno pubblicamente appoggiato la riforma non vedendoci problemi con l’aborto.
Il tema dell’aborto sembra essere di somma importanza per il futuro cardinale di Los Angeles dato che ha persino denunciato un’università cattolica americana per avere invitato Hillary Clinton a pronunciare un discorso. Come si sa, la Clinton non è contraria al diritto delle donne di decidere se porre fine o no ad una gravidanza. Segue poi l’opposizione dell’arcivescovo alle nozze gay. In sintesi, l’arcivescovo Gómez riflette in un certo senso la società messicana dalla quale egli viene: simpatia verso gli immigrati ma una visione sociale molto conservatrice. Riflette anche allo stesso tempo la visione della Chiesa Cattolica, specialmente quella dell’attuale Papa.
La sfida dell’arcivescovo Gómez sarà dunque di potere remare con la destra e allo stesso tempo la sinistra. C’è però il problema più importante che dovrà affrontare: come risolvere i casi giudiziari relazionati con gli scandali dei preti accusati di pedofilia. Dove si troveranno i 660 milioni di dollari per risarcire le vittime che sono state abusate dai preti nella contea di Los Angeles? E se si risolverà la questione finanziaria, come si laverà questa macchia dalla Chiesa e stabilire strutture per assicurarsi che ciò non avverrà nel futuro?

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di Domenico Maceri - USA
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