Dal mondo / Europa

Commenta Stampa

Il pericolo del terrorismo islamico


Il pericolo del terrorismo islamico
18/09/2010, 14:09

C'è una notizia che sarebbe comica, se non vedesse sei poveri cristi in galera. Mi riferisco all'arresto dei sei extracomunitari - rigorosamente di Paesi dove vige in genere la religione musulmana - avvenuto in Inghilterra, in quanto "volevano assassinare il Papa". Naturalmente si tratta di esaminare le prove. E qualcuno immagina che ce ne siano, ovviamente, come in tutti i paesi civili. Armi, o magari esplosivi? No, niente del genere. Allora documenti con istruzioni, mappe dei percorsi? Neanche. Intercettazioni ambientali o telefoniche? Neppure. Le prove che hanno portato all'arresto di queste persone sono la soffiata di un confidente della Polizia che ha detto di averli sentiti mentre uno del gruppo diceva ad un altro: "Daremo un doppio colpo agli infedeli". Non c'è altro. Anche le perquisizioni fatte, sia nella ditta di pulizie per cui lavorano che nelle rispettive abitazioni non hanno dato esito.
Seconda notizia: a Sonnino, in provincia di Latina, le donne che portano i loro figli alle elemntari nel Comune hanno organizzato una raccolta firme contro una donna marocchina, che ha la grave colpa di andare a portare il figlio vestita col burqa. Naturalmente loro dicono che non lo fanno per razzismo, ma solo per "trovare una soluzione accettabile per tutti". Come se la soluzione più accettabile non fosse che la donna marocchina veste come cavolo le pare entro i limiti di legge e le altre madri si fanno gli affaracci loro dopo essersi tappate la bocca col cemento.
Queste sono notizie nelle ultime 24 ore, ma se vado indietro nel tempo di una settimana, ci riempio un libro con episodi del genere, tutti improntati al razzismo anti-islamico. E non solo in Italia, ma anche in Francia ed in altri Paesi europei. Se uno chiede perchè, oltre ovviamente a negare qualsiuasi aspetto razzista, spesso ci si rifa al "terrorismo islamico". Vediamo un po': quali danni ha provocato il terrorismo islamico in Europa? Si possono contare solo due attentati: quello alla stazione di Madrid e quello a Londra. Ma il primo non è mai stato chiaro da chi sia stato compiuto e perchè; il secondo è stato fatto da ragazzi inglesi, anche se di religione musulmana. Se allarghiamo il panorama all'intero Occidente, possiamo aggiungere l'11 settembre, in cui, secondo la versione ufficiale, 19 islamici dirottarono 4 aerei: due schiantati nelle Twin Towers, uno nel Pentagono e uno - lo United 93 - si schiantò nei boschi della Pennsilanya grazie all'eroica ribellione dei passeggeri. Peccato che in Pennsilvanya fu solo sganciata una bomba da un F-16 con i simboli della US Air Force; nel Pentagono fu fatto schiantare un Predator, cioè un aereo senza pilota; e non c'è uno straccio di prova che i due aerei che si schiantarono nelle Torri Gemelle fossero stati dirottati da qualcuno.
Quindi a cosa si riduce il terrorismo islamico? In Occidente a nulla, dato che, anche a voler essere ciechi e sordi, si tratta di tre casi in 9 anni. Agli attentati kamikaze in Iraq, Afghanistan ed Israele? A parte che in Israele non avvengono più da 20 mesi, comunque parliamo di tre Paesi in cui c'è una occupazione militare in corso, con continue stragi di civili: in Iraq ed Afghanistan sono compiute dagli eserciti occidentali; Israele, dopo aver occupato nel 1967 i territori palestinesi, ha cominciato da allora un lento sterminio della popolazione araba e cristiana di quei territori per creare sempre più colonie, in aperta violazione di alcune decine di risoluzioni Onu che vietano queste pratiche. Come si vede si tratta di tre casi di occupazione militare dove attentati esplosivi sono nell'ordine delle cose. Anche in Italia, quando i nazisti la occuparono militarmente durante la Seconda Guerra Mondiale, esplodevano bombe per cercare di ammazzare qualche fascista o qualche nazista. E' normale, fa parte della resistenza nazionale.
Infine un punto da sottolineare: come lo si definisce il terrorista? Non c'è alcuna differenza reale tra terrorista, partigiano e guerrigliero; la differenza è solo nell'occhio e nella mente di chi usa questi termini. Infatti si usa la parola "partigiano" quando si è coinvolti emotivamente in maniera positiva; si usa la parola "terrorista" quando si odia chi agisce così; si usa la parola "guerrigliero" quando si è neutrali rispetto alla vicenda. Quindi occhio a chi usa la parola "terrorista" o "terrorismo": vi sta trasmettendo il proprio odio verso qualcuno.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©