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Salgono a 6 i paesi europei aperti alle nozze omosessuali

Il Portogallo dice si ai matrimoni gay


Il Portogallo dice si ai matrimoni gay
18/05/2010, 20:05

LISBONA - Dopo lunghe e tortuose trattative politiche, anche il Portogallo propone una legge per dire si ai matrimoni gay e si aggiunge alle altre cinque nazioni europee aperte alle unioni ufficiali tra individui dello stesso sesso. In giorni di pressante crisi politica ed economica, infatti, il leader conservatore Anibal Cavaco Silva, ha dichiarato che è opportunto "concentrarsi su temi più importanti" e che, di conseguenza, non apporrà alcun veto sulla proposta normativa avanzata dal Parlamento.
Secondo le leggi del Portogallo, in effetti, il Capo di Stato ha la possibilità di esprimere la propria intenzione di veto nei riguardi dei disegni di legge del Parlamento almeno in prima istanza, salvo poi dover accettare le decisione dell'assemblea dopo un successivo e ribadito "si" dato dalla stessa. E così, seppur tendenzialmente contrario alle nozze tra omosessuali, Cavaco Silva ha dichiarato:"Sento di non dover contribuire ad allungare il dibattito, perché non avrebbe senso farlo e servirebbe solo a distogliere l'attenzione dai gravi problemi che ci attanagliano".
La legge che sembra oramai ad un passo dall'approvazione ufficiale, è stata proposta dal partito socialista che, tramite il suo portavoce Vitalino Canas, ha voluto sottolienare quello ciò per i portoghesi rappresenta "un momento memorabile, un passo avanti per la politica e la società". Prima del Portogallo già Belgio, Paesi Bassi, Spagna, Svezia e Norvegia avevano provveduto ad assicurare la possibilità di matrimonio civile alle coppie gay e, dato interessante, anche altri 5 stati Usa hanno adoperato le stesse misure estensive nei confroni degli innamorati omosessuali (Insieme a Canda e Sudafrica).
E pensare che, solo tre giorni fa, il Papa in visita a Lisbona si era scagliato con veemenza contro aborto e matrimoni tra gay; entrambi considerati come le più "insidiose e pericolose" minacce che il mondo moderno deve affrontare. Se si pensa, inoltre, che il 90% della popolazione portoghese si dice cattolica e che, fino agli anni 80, l'omosessualità era considerata addirittura illegale, si intuise l'effettiva portata epocale del provvedimento presentato dai socialisti. In ultimo, ricordando la regolarizzazione delle coppie di fatto risalente addirittura al 2001, la legge che permette l'aborto approvata nel 2007 e quella che stabilisce la possibilità di divorzio unilaterale dell'anno seguente, non si può non riscontrare un dato significativo: l'integralismo sta velocemente ed inesorabilmente lasciando anche i paesi di maggior tradizione cristiana e cattolica. In ultimo, anche tra i credenti, si riscontra la sempre più scarsa popolarità delle pretese proibizioniste miopi ed anacronistiche avanzate dal Pontefice ed il sano processo di ammodernamento della religione.

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di Germano Milite
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