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Nuova minaccia di Gheddafi dopo l’ultima di 7 giorni fa

Il rais torna a parlare: “Centinaia di kamikaze in Europa”

Continua l’impegno italiano in “Unified Protector”

Il rais torna a parlare: “Centinaia di kamikaze in Europa”
09/07/2011, 10:07

TRIPOLI – La sostanza del discorso non cambia a distanza di una settimana circa dal suo ultimo messaggio. Dopo le ultime minacce, il leader libico Muammar Gheddafi riprende la parola, ancora una volta con un messaggio audio fatto ascoltare alla folla radunata a Sebha, nel cuore del deserto.
Anche questa volta il rais non abbassa il tiro e si dice pronto ad inviare centinaia di kamikaze in Europa. E chiede ancora una volta che gli attacchi Nato cessino. Di sicuro, pur non cambiando la sostanza, la nuova minaccia del rais libico appare più specifica: l’ultima volta Gheddafi aveva annunciato la possibilità di “portare lo scontro in Europa”, minacciando di invadere il Vecchio Continente “come le cavallette”, oggi invece evoca l’incubo dell’Occidente, parlando di “martiri'” pronti a farsi esplodere per vendicarsi dei raid della Nato.
Le parole del rais arrivano nel giorno in cui migliaia di sui sostenitori hanno manifestato nella piazza Verde, invocando la “jihad”, la guerra santa, contro le forze crociate, (la Nato). Al di là del messaggio audio del colonnello, infatti, è comparso un video di sei minuti, le cui immagini testimoniano la presenza di moltissimi sostenitori ed ammiratori di Gheddafi. Sta di fatto, comunque, che le minacce del rais possano essere lette anche al contrario: come un segno di sempre maggiore debolezza del regime, completamente accerchiato e in difficoltà.

INTANTO IN LIBIA CONTINUA L’IMPEGNO ITALIANO
Continua l’impegno italiano in “Unified Protector”: gli assetti aerei e navali italiani, quattordici velivoli (di cui due aerorifornitori) e due navi, messi a disposizione della Nato hanno continuato le missioni assegnate per l’imposizione della “No fly zone” e dell’Embargo Navale. Nell’ultima settimana sono state effettuate 38 missioni. Gli assetti aerei impiegati sono stati Tornado, Eurofighter 2000, F16 Falcon, più un aerorifornitore (KC 130 J) in organico all’Aeronautica militare e AV-8B Plus della Marina militare. Il dispositivo nazionale impegnato nell’operazione di embargo navale, invece, è composto dalla fregata Euro e dalla portaeromobili Giuseppe Garibaldi. Gli assetti navali pattugliano l’area di competenza al fine di garantire il rispetto del mandato ricevuto.

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di Antonio Formisano
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