Dal mondo / Africa

Commenta Stampa

Gheddafi, forse ferito in fuga verso il sud di Tripoli

Il vescovo di Tripoli assicura: "Il Raìs è vivo"


Il vescovo di Tripoli assicura: 'Il Raìs è vivo'
11/05/2011, 18:05

TRIPOLI - ''Forse ferito o rifugiato in una zona sicura, sicuramente scosso. Ma di certo Gheddafi e' vivo''. Lo sottolinea all'Adnkronos monsignor Giovanni Innocenzo Martinelli, vescovo di Tripoli. La certezza di monsignor Martinelli ''deriva innanzi tutto dal fatto che non ci sono segnali contrari in questo senso''. Se il colonnello fosse deceduto in conseguenza di uno degli ultimi bombardamenti della Nato su Tripoli, "sicuramente ne avrebbero annunciato la morte. Nel mondo arabo-musumano una cosa del genere non si può nascondere". rileva. Intanto dal fronte militare i ribelli libici hanno annunciato di aver conquistato l'aeroporto della città di Misurata, in Tripolitania, sottraendolo al controllo delle mani delle brigate di Muammar Gheddafi. Lo riferisce la tv araba 'al-Jazeera'. Stando agli insorti, il colonnello libico, Muammar Gheddafi, avrebbe abbandonato da diversi giorni la capitale, Tripoli, per rifugiarsi in una zona desertica del Paese. Secondo quanto riferisce il sito del movimento '17 febbraio', legato ai ribelli libici, Gheddafi si sarebbe nascosto nella zona desertica di Ash Shurayf,  circa 400 chilometri a sud della capitale. I rivoltosi non escludono che da quel luogo possa poi decidere, in caso di necessità, di fuggire più agilmente verso il vicino Ciad. E sono ripresi i raid aerei dei caccia Nato sulla parte oerientale di Tripoli. Lo annunciano i siti dell'opposizione libica. Fonti locali sostengono che i caccia dell'Alleanza Atlantica stanno sorvolando i cieli della capitale libica. Intanto, il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha ripetuto il suo appello alla cessazione dele ostilità in Libia, chiedendo "un cessate il fuoco immediato e verificabile". Parlando a Ginevra, Ban ha detto di aver parlato ieri sera con il primo ministro libico Baghdadi Mahmudi e di aver chiesto che le forze armate smettano di attaccare i civili.  L'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea, Catherine Ashton, intervenendo davanti al Parlamento europeo riunito in plenaria a Strasburgo, ha annunciato che l'Unione europea aprirà un ufficio a Bengasi, per sostenere il Consiglio nazionale di transizione libico. "Intendo aprire un ufficio a Bengasi in modo che possiamo procedere ad assistere il popolo ed il Consiglio nazionale di transizione", ha affermato. Servirà a "costruire quello che la gente ha chiesto", ha spiegato la Ashton nel suo intervento a Strasburgo, ricordando che gli insorti di Bengasi "vogliono aiuto con l'istruzione, la sanità, la sicurezza delle frontiere, con quel genere di sostegno che noi siamo in grado di dare e vogliamo dare loro". Non sarà solo un sostegno al Cnt, ma anche alla società civile, ha chiarito l'Alto rappresentante. Che poi, tra gli applausi degli eurodeputati, ha rinnovato l'appello al colonnello a dimettersi: "Siamo chiari, Gheddafi deve lasciare il potere e mettere fine al suo regime". Dall'Italia il ministro degli Esteri Franco Frattini ha ribadito che l'obiettivo della missione in Libia "non è colpire individui, uccidere qualcuno, in particolare Gheddafi", ma proteggere civili. "Il problema è diverso - ha spiegato - è capire se le pressioni internazionali abbiamo indotto il regime a lasciare la presa". E le "moltissime defezioni", fra cui forse anche quella del portavoce ufficiale del regime, "dimostrano che probabilmente siamo davvero arrivati ad un punto di svolta", ha detto il titolare della Farnesina, intervistato su Radio rai Uno.

Commenta Stampa
di Valerio Esca
Riproduzione riservata ©