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Immigrazione Usa: fra statale e federale


Immigrazione Usa: fra statale e federale
02/05/2010, 23:05

“La mancanza di azione responsabile al livello federale apre la porta ad altri di agire in modo irresponsabile”. Parla il presidente statunitense Barack Obama per commentare la nuova legge approvata dallo Stato dell’Arizona sul trattamento dei clandestini.
La legge approvata dalle camere statali e firmata dalla governatrice Jan Brewer è la più dura verso i clandestini. Include misure severissime che sfoceranno alla discriminazione. In sintesi, la nuova legge richiede che i poliziotti fermino le persone sospettate di essere nello Stato illegalmente. Essere in Arizona senza documenti diverrà un reato per la prima volta. I colpevoli saranno arrestati e gli si potrà affibbiare una multa di 2500 dollari.
Come decideranno i poliziotti statali e locali se una persona si trova nello Stato senza autorizzazione? Si crede che i poliziotti guarderanno il colore della pelle oppure l’accento usato nella pronuncia della lingua inglese. Una delle misure proibisce ai poliziotti di usare “solo” il fattore razziale o etnico anche se questo può essere uno dei criteri. La nuova legge provvede anche la possibilità a tutti i cittadini di denunciare le forze dell’ordine nel caso queste non facessero il loro dovere con i clandestini.
Com’era da aspettarsi vi sono state proteste da gruppi di ispanici ma anche da figure religiose di quasi tutte le denominazioni. Preoccupa anche il fatto che i poliziotti abbiano il diritto di fermare chiunque e chiedere documenti, qualcosa che in America non avviene tipicamente. La polizia per chiedere documenti a una persona deve avere osservato qualche azione potenzialmente illegale. Il solo fatto di essere presente in un posto non è sufficiente per dovere presentare documenti a nessuno.
Parecchie sfide legali alla nuova legge sono già state presentate ai tribunali federali di Tucson e Phoenix da gruppi di diritti civili ma anche da individui. Una di queste è stata presentata da un poliziotto il quale sostiene che la nuova legge lo costringerebbe a mettere in atto il “racial profiling", ossia la discriminazione per ragioni di razza. Il dipartimento di giustizia americano federale sta esaminando la nuova legge. Simili sfide legali sono avvenute con la notissima Proposizione 187 californiana. Questa misura, che negava servizi medici e sociali ai clandestini, era stata approvata dagli elettori californiani nel 1994 ma fu dichiarata illegale da un giudice federale nel 1998.
In Arizona poco importa. Si calcola che il 70% dei cittadini siano favorevoli alla nuova legge anche se il 53% ha detto che condurrà alle violazioni di diritti civili. Persino coloro che proteggono i clandestini dandogli lavoro o assistendoli potranno anche essere arrestati.
L’Arizona è uno stato molto conservatore che ha persino rifiutato di onorare il compleanno di Martin Luther King. Joe Arpaio, lo sheriff italo-americano della contea di Maricopa, ha per anni messo in pratica i controlli di immigrazione inclusi nella nuova legge suscitando spesso problemi di diritti civili.
In Arizona preoccupa tanto l’immigrazione clandestina come se l’assenza degli immigrati dovesse risolvere i problemi statali. Ciò non è vero dato che per non chiudere le scuole e tagliare gli altri servizi la governatrice ha proposto di aumentare le tasse sui consumi dell’uno percento. Ma colpire i clandestini e addossargli la colpa per tutti i problemi da affrontare fa parte del gioco politico. I clandestini sono un facile bersaglio. Sfortunatamente come ha detto il presidente Obama, il governo federale, responsabile della politica estera che include l’immigrazione, non ha agito. Quindi gli Stati devono affrontare la questione dell’immigrazione da soli e ovviamente si esagera in modi che non riflettono la tradizione americana di dare il benvenuto ai nuovi arrivati.
Obama ha speso abbastanza capitale politico quest’anno con la riforma sulla sanità. La riforma sull’immigrazione richiederà molto più capitale politico perché non recherebbe benefici diretti alla classe media americana. La riforma si farebbe dunque per ragioni morali anche se l’aspetto della sicurezza nazionale ne fa parte.
Ma i repubblicani si opporranno gridando “no all’amnistia”. Quindi nulla avverrà quest’anno. La speranza è che l’economia si riprenda al più presto il che permetterebbe al Partito Democratico di mantenere il controllo delle due camere legislative con le elezioni di novembre. Obama potrebbe eventualmente riprendere la questione della riforma sull’immigrazione agli inizi del 2011.

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di Domenico Maceri - USA
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