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Immunità all'italiana ed immunità alla francese


Immunità all'italiana ed immunità alla francese
12/09/2010, 12:09

In questo periodo in Italia si continua a parlare di politica solo collegata ai processi che ha Berlusconi: il 14 dicembre prossimo molto probabilmente la Corte Costituzionale (se non sarà stata "convinta" dalla P3 a negare ciò che ha già detto in passato) boccerà il lodo Alfano e il premier è alla disperata ricerca di una maggioranza, quale che sia, disposto a votargli qualsiasi schifo di legge ad personam, purchè lui possa evitare di essere processato nei tre procedimenti che ancora gli rimangono. Sia ben chiaro: al centro della discussione non c'è qualche altra schifezza di legge, ma come fare una schifezza di legge che non generi la liberazione di troppi delinquenti. Perchè dalle dichiarazioni finora rese, solo l'Idv è contraria. Tutti gli altri partiti sono d'accordo, non solo Pdl e Lega: Bocchino (Fli), Vietti e Casini (Udc) e Violante e D'Alema (Pd) hanno detto che tutto sommato una nuova legge ad personam non gli farebbe così schifo, se fosse qualcosa che riguardi solo Berlusconi.
L'argomento forte è che all'estero tutti i membri del governo sono protetti e garantiti, durante il loro mandato. E il primo esempio che viene sollevato è quello del Presidente francese. Ora, naturalmente, quando dicono queste cose, di fronte hanno sempre un imbecille muto e servile e non un giornalista che gli faccia notare che il Presidente francese NON E' il capo del governo e anche in Italia la Costituzione garantisce il Presidente della Repubblica, che addirittura è definito "politicamente irresponsabile". Tanto che, quando deve effettuare l'unico atto autonomo che gli è concesso (la grazia) è necessaria la firma del Ministro di Grazia e Giustizia. Adesso però abbiamo l'esempio pratico di come in Francia funziona l'immunità ai membri del governo e al Presidente. Ripercorriamo i fatti dall'inizio, secondo quanto ricostruito dai magistrati francesi che indagano sulla vicenda. Liliane Bettancout, colei che gestisce la fortuna de L'Oreal, versa 150 mila euro a Eric Woerth, allora tesoriere dell'Ump (lo stesso partito di Sarkozy) ed oggi Ministro del Lavoro, per far ottenere a Patrice de Maistre una ambitissima onoreficenza: la Legion d'Onore. Un finanziamento illecito che serviva forse ad ottenere qualcosa in più dell'onoreficienza. Successivamente, Sarkozy diventa Presidente della Francia, Woerth Ministro del Lavoro e de Maistre ha l'onoreficenza. Inoltre il governo chiude tutti e due gli occhi sulle frodi fiscali addebitate alla Bettancourt (ecco l'altra cosa che potrebbe essere stata concordata). Ed è su questa idea - ovviamente tutta da provare davanti ad un giudice, visto che siamo solo alle indagini - che la Procura ha deciso venerdì scorso la perquisizione delle sedi dell'Ump: per trovare una lettera che Woerth - interrogato per ore dalla Polizia come un Mario Rossi qualsiasi - ha ammesso di avere scritto e di cui è stata trovata una copia. Se venisse trovata la prova che Sarkozy ha ricevuto la lettera, sarebbero guai enormi, dal punto di vista legale, per un Presidente che potrebbe essere indagato per complicità in finanziamento illecito e conflitto di interessi. Sì, perchè il Codice Penale francese punisce pesantemente come reato penale il conflitto di interessi, che è un reato particolare, con il rovesciamento dell'onere della prova: al Pubblico Ministero basta dimostrare che si è compiuta una azione in presenza di conflitto di interessi; sta poi all'imputato provare che era tutto lecito.
Ma l'immunità del Presidente? Anche Sarkozy è stato eletto dalla volontà popolare dei cittadini. E quella del Ministro del Lavoro? Semplice, non esistono. Quella di Woerth non esiste e basta: in quanto ministri, non hanno neanche l'immunità che spetta ai deputati (per intenderci, se in Italia esistessero le stesse leggi che in Francia, non ci sarebbe neanche bisogno di chiedere l'autorizzazione a procedere per ministri - Berlusconi compreso - e sottosegretari). Nel caso di Sarkozy l'immunità c'è, ma è limitata ai reati commessi nell'esercizio delle sue funzioni. Qui, se reato c'è stato, è stato commesso privatamente. Per cui noi potremmo avere nel 2011 Nicholas Sarkozy chiamato a rispondere in Tribunale di suoi eventuali reati. Ed è chiaro che a quel punto si dimetterebbe, la Francia non accetterebbe un Presidente processato. Inutile dire che nessuno si è sognato di mettersi a piangere invocando le "toghe rosse" (anche Sarkozy è di destra), un complotto dell'opposizione o altre puttanate simili
Come si vede, le stupidaggini che vengono dette dai nostri Ministri o dalla maggioranza parlamentare sulle immunità che ci sono in tutti gli altri Stati, non sono altro che un parto della loro fantasia. Ma è chiaro che, finchè non c'è nessuno a far notare che sono menzogne (e l'unico giornalista di nome che lo fa è Marco Travaglio), continueranno a dirlo.

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di Antonio Rispoli
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