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C'è il timore di non poter garantire loro l'immunità

In Afghanistan Obama valuta l'opzione zero: tutti i soldati a casa


In Afghanistan Obama valuta l'opzione zero: tutti i soldati a casa
09/01/2013, 09:34

KABUL (AFGHANISTAN) - Tra pochi giorni ci sarà un incontro tra il presidente americano Barack Obama e il suo omologo afgano Ahmid Karzai. E uno degli argomenti che verranno trattati riguarda i soldati americani. Perchè, secondo gli accordi presi, entro fine 2014 i soldati con la bandiera a stelle e strisce dovranno lasciare il Paese, escluso un contingente di 15 mila uomini. Ma Obama appare sempre più restio a lasciare lì un contingente, che rischierebbe di essere troppo piccolo per potersi difendere efficacemente da una possibile guerra di logoramento. E quindi - attraverso il vice consigliere per la sicurezza nazionale Ben Rhodes - ha fatto sapere che si sta prendendo in considerazione l'ipotesi di un ritiro totale dall'Afghanistan. 
A motivare questa decisione, non solo il timore di non poter garantire l'immunità ai soldati statunitensi (e si sa che di omicidi di civili e di stupri e di altri reati i soldati stranieri ne hanno commessi a bizzeffe), ma anche un pericolo costante per la loro incolumità. Infatti, la maggior parte degli attentati contro i soldati Usa avvenuti ultimamente sono stati provocati da soldati afgani che hanno parto il fuoco contro i loro commilitoni stranieri. Cosa succederebbe se l'esercito afgano attaccasse in massa? O anche se continuasse con queste azioni di logoramento, con una bomba qui e un attentato kamikaze là? Il rischio di perdere troppi soldati è alto. 
Inoltre c'è un altro punto, di cui è proibitop parlare: i costi. Il fiscal cliff non è stato evitato, ma solo rinviato. Gli Usa devono ridurre il loro deficit e per questo devono tagliare sulle spese. Per cui all'interno dell'amministrazione Obama si sta facendo strada l'idea di risparmiare qualcosa - con discrezione e senza clamori - riducendo le spese militari sulle missioni all'estero. 

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di Antonio Rispoli
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