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Sarebbe un richiamo troppo esplicito alle lotte anti-regime

In Cina disposto il ritiro di "Avatar"


In Cina disposto il ritiro di 'Avatar'
19/01/2010, 11:01

CINA - Che Avatar abbia avuto successo in tutto il mondo, è indiscutibile. Forse persino al di là dei suoi meriti, a sentire alcuni critici. E anche in Cina non fa eccezione: l'equivalente di 40 milioni di dollari incassati in una settimana. Ma la pacchia è finita: per ordine delle autorità del governo, il film è stato ritirato. La versione ufficiale è che si vuole evitare di avere un film di così alto richiamo, mentre venerdì uscirà un film su Confucio su cui il governo ha puntato tantissimo. Ma in realtà, a quanto si sussurra, la scelta sarebbe prettamente politica: infatti la lotta che i protagonisti del film fanno per difendere la loro terra e la loro cultura, nella terra di Pandora, somiglierebbe troppo alla resistenza che uiguri e tibetani fanno contro il regime cinese, che da decenni lavora per lo sterminio di queste popolazioni e la cancellazione progressiva della loro lingua e della loro cultura.
Brutto segno, quando un governo ha paura di un film o di un'altra opera dell'ingegno umano, e deve applicare una censura. Ma in Cina, come da noi, è una prassi talmente usuale che non se ne accorge nessuno.

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di Antonio Rispoli
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