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Non si tratterebbe di una legge penale ma amministrativa

In Francia commissione suggerisce il divieto al burqa


In Francia commissione suggerisce il divieto al burqa
26/01/2010, 12:01

PARIGI - Alcuni mesi fa il Parlamento francese decise di istituire una commissione che aveva il preciso compito di valutare l'opportunità di modificare la legge relativa all'utilizzo di burqa (il vestito musulmano che copre tutto il corpo) e niqab (quello che lascia scoperti gli occhi) da parte delle donne musulmane ed introdurre delle sanzioni. Dopo lo studio, il rapporto della commissione afferma che sì, è il caso di sanzionare l'utilizzo di niqab e burqa, ma non penalmente. Quindi non con un processo, magari sagari sanzionato con la galera. La soluzione migliore è quella semplicemente di rifiutare qualsiasi servizio pubblico a chi si presenta con questi abbigliamenti. Per cui la donna in burqa o in niqab non potrebbe salire su un mezzo pubblico, non potrebbe entrare a scuola, non potrebbe andare a richiedere documenti negli uffici pubblici; a meno che non si scopra il volto per tutto il tempo in cui gode del servizio pubblico. Tuttavia la commissione sconsiglia l'idea di un divieto assoluto di indossare questi abiti, perchè in questo caso si limiterebbe la libertà di opinione - in questo caso per la religione - in un luogo pubblico. Cosa che rischia di creare seri problemi di compatibilità costituzionale e con la Corte di Giustizia Europea.
Questa è la proposta tecnica. Adesso resta da vedere come tradurla in legge. Le proposte già sono state fatte: la principale è quella di una multa di 750 euro per chi indossa burqa e niqab, avanzata dal capogruppo dell'Ump, il partito di cui fa parte anche il Presidente francese Nicholas Sarkhozy.
Il punto è che una sanzione del genere non serve a nulla. Serve solo a confinare dentro casa queste donne che hanno fatto una precisa scelta, volontaria o no che sia stata. Il vero busillis è che bisogna far capire una cosa molto semplice: questa scelta di abbigliamento non ha nulla a che fare col Corano. Nel libro sacro dei musulmani c'è solo scritto che le donne devono avere un abbigliamento ed un atteggiamento casto; ma se questo significhi avere un velo, il chador, il niqab o il burqa non è stabilito nel Corano. Questo deriva semplicemente da abitudini tribali, che risalgono a quando gli arabi erano per lo più riuniti in gruppetti di nomadi che viaggiavano nel deserto o ai margini di esso. E in quel caso, quell'abbigliamento ha un senso: evita di essere flagellati nel caso di una tempesta di sabbia, per esempio. Ma oggi non c'è questo pericolo, nel 99% dei casi.

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di Antonio Rispoli
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