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Continua la campagna contro simbolo dell'estremismo islamico

In Francia e Belgio leggi contro i burqa


In Francia e Belgio leggi contro i burqa
31/03/2010, 10:03

BRUXELLES - Si vota oggi in una commissione del parlamento belga una legge che affronta il "problema" del burqa in modo drastico: divieto totale sul territorio belga di indossare indumenti del genere. Per essere esatti, la legge punisce con sette giorni di carcere o una multa "chi si presenterà in uno spazio pubblico con il volto coperto, del tutto o in parte, in modo che ne impedisca l'identificazione". L'unica eccezione saranno le maschere carnevalesche, nelle manifestazioni organizzate dagli enti pubblici. Si tratta del primo Paese europeo che impone una legge del genere. Ovviamente, la cosa renderà impossibileanche l'utilizzo del niqab (il velo che lascia scoperti solo gli occhi) o del chador (il velo che copre parte del naso e il volto al di sotto dello stesso).
La notizia segue a ruota la novità proveniente dalla Francia, dove si sta discutendo una legge simile. Anche se in questo caso il Consiglio di Stato (che in Francia è un organo legislativo, non amministrativo come in Italia, ndr) ha posto un limite: la legge non può valere sempre, in quanto un divieto così assoluto non troverebbe i fondamenti giuridici necessari. In questo caso si tratta di un progetto di legge che deve ancora essere compiutamente discusso, ma si tratta di un paletto importante, che può frenare la decisione di governo e Parlamento, uniti nel volere l'approvazione di questa legge.
E anche qui abbiamo il solito problema. Una abitudine tribale viene spacciata per obbligo religioso, e si pensa di censurarlo con delle leggi. Senza però agire sulle dirette interessate e sui loro parenti maschi, questo produrrà solo un alto numero di donne musulmane segregate in casa. Sul fatto che certio indumenti siano abitudini tribali, non ci sono molti subbi. Basta ricordare che le zone in cui si diffuse inizialmente l'Islam erano zone a ridosso del deserto; e guarda caso quegli indumenti sono ottimi per proteggere le donne - e la loro bellezza - da una tespesta di sabbia o da un sole violento ed implacabile come quello africano.

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di Antonio Rispoli
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