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Una vera e propria guerriglia urbana pre-elettorale

In Iraq si vota tra bombe e razzi


In Iraq si vota tra bombe e razzi
07/03/2010, 11:03

BAGHDAD - La battaglia per le elezioni in Iraq non ha nulla di metaforico e, oltre alle urne e alle schede elettorali, ci sono anche bombe, razzi ed una vera e propria guarriglia urbana. I cittadini sono stati chiamati ad elleggere il secondo parlamento del dopo-Saddam ma, come detto, la situazione nella capitale è tesissima e caratterizzata da violenti scontri. Quelli più violenti si stanno verificando nei bastioni sunniti di Falluja, Baquba e Samarra ma tutto il paese è in subbuglio e le autorità non riescono a mantenere il controllo di Baghdad. Proprio nella capitale si contano già 24 morti e 60 feriti a causa di una serie di attentati verificatisi subito dopo l'apertura dei seggi.
Per andare al voto gli Iracheni devono evitare colpi di mortaio, mitragliate e razzi (uno ha colpito e raso al suolo il palazzo residenziale; causando 12 morti e 10 feriti). Eppure sono ben 200.000 i soldati e i poliziotti disposti per difendere la città. Nonostante questo, una bomba ha fatto crollare un edificio aggiungendo altri 8 morti e 4 feriti ai primi caduti sotto le macerie del palazzo residenziale.  A dispetto del pericolo attentanti, le autorità hanno sospeso il divieto di circolazione imposto alle auto per quanto riguarda il centro della città. Il giorno prima delle elezioni Al Quaeda ha minacciato di uccidere chiunque andasse a votare e fino ad ora pare essere riuscita a terrorizzare la maggioranza degli elettori. Intanto, il premier uscenti Nuri al-Maliki, ha votato nella zona verde fortificata di Bagdad affermando che gli attentati delle ultime ore "non indeboliranno il morale degli iracheni"  e "non influiranno sulle operazioni di voto"; concludendo poi che, razzi e bombe, sono "solo baccano per impressionare gli elettori ma gli iracheni amano le sfide e non si faranno intimorire". 
Parole che risultano di mera circostanza se si pensa che, effettivamente, per ognuno dei 19 milioni di iracheni chiamati alle urne, c'è il reale pericolo di perdere la vita prima o dope essere entrati nel seggio. Nonostante questo le previsioni d'affluenza alle urne restano buone e si è quasi certi che gli elettori saranno molto più numerosi rispetto alle elezioni politiche del 2005

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di Germano Milite
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