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L'opzione non dispiace agli Usa, no dell'Italia

In Libia armi ai ribelli e forze speciali: questo il piano inglese


In Libia armi ai ribelli e forze speciali: questo il piano inglese
30/03/2011, 10:03

TRIPOLI (LIBIA) - Mentre la situazione in Libia è attualmente di stallo, con le forze fedeli a Gheddafi e gli insorti che non riescono ad avere vantaggi decisivi, dal punto di vista militare, dall'Europa si cerca di abbreviare la durata della guerra. Ormai l'orientamento dei principali Paesi europei è evidente: Muhammar Gheddafi deve andare via e il suo posto deve essere preso da altri più "morbidi" e controllabili.
In questa situazione, c'è la proposta dell'Inghilterra: dare armi ai ribelli, che attualmente sono più numerosi ma peggio armati dell'esercito di Gheddafi, ed eventualmente supportare questo con l'intervento delle forze speciali. Cioè piccoli gruppi di specialisti con funzioni di istruttori oppure di sabotatori delle forze militari lealiste. L'idea non è dispiaciuta al Presidente americano Barack Obama, che ha detto - in una intervista alla Nbc - che ogni ipotesi è aperta, per raggiungere l'obiettivo di costringere il leader libico ad abbandonare il potere. Reazione negativa invece dall'Italia, che attraverso il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, ha fatto sapere che questa ipotesi è da considerare solo come estrema soluzione. Anche il segretario della Nato, Anders Fogh Rasmussen, intervistato da Skynews, ha mostrato la sua contrarietà: "La risoluzione dell'Onu parla chiaro: chiede l'imposizione di un embargo sulle armi, e noi dunque siamo là per proteggere le popolazioni e non per armarle".

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di Antonio Rispoli
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