Dal mondo / Europa

Commenta Stampa

Fallita la raccolta firme per l'abolizione della legge

In Svizzera resta legittimo sparare ai gatti


In Svizzera resta legittimo sparare ai gatti
29/08/2011, 14:08

SVIZZERA - Non c'è stato nulla da fare: neanche Lara Croft (gattina con una zampa in meno) accompagnata da 13700 firme è riuscito a far cambiare idea al Parlamento Svizzero o ad impietosirlo. E quindi rimane la legge che consente a chiunque di sparare ai gatti randagi. Parola che nasconde una realtà di torture di fatto. Infatti, dato che Guglielmo Tell è passato a miglior vita da un pezzo, gli svizzeri usano fucili caricati a pallini. I quali, tranne casi particolari, non sono in grado di uccidere l'animale sul colpo. Quindi i gatti, feriti e doloranti, riescono a nascondersi; ma poi quella ferita, che non si rimargina completamente, continua a far male, finchè l'animale non muore per sfinimento o per infezione. I più fortunati vengono magari trovati da qualche volontario che li cura ma, come successo a Lara Croft, restano con una zampa in meno o con altre lesioni definitive. Non solo, ma c'è un altro dettaglio: chi spara è a distanza di qualche decina di metri. A quella distanza, come si distingue un gatto serlvatico da uno domestico, con tanto di microchip? E così moltissime persone sono costrette a tenere il proprio gatto chiuso in casa altrimenti rischiano i vederselo tornare sforacchiato dai pallettoni oppure di non vederselo tornare affatto.
E la cosa non riguarda solo i gatti. Il rischio è anche per i procioni, le gazze, le cornacchie, la ghiandaia e la tortora. Sono specie - vale anche per i gatti - per cui la caccia è aperta tutto l'anno. Il che vuol dire, di fatto, che ci sono zone dove qualsiasi animale voli o cammini rischia di essere preso a schioppettate. E tutto questo in nome della sicurezza, perchè "bisogna evitare la trasmissione di malattie dalle specie selvatiche".

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©