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La polizia è in cerca dello sceicco Abou Iyadh

In Tunisia è caccia agli integralisti. Tensioni in Medioriente

Proteste in Afghanistan, Yemen, Pakistan

In Tunisia è caccia agli integralisti. Tensioni in Medioriente
17/09/2012, 20:55

TUNISI (TUNISIA) - E' sotto assedio da ore la moschea al Fath a Tunisi. La polizia ha fermato una decina di salafiti, è in cerca dello sceicco Abou Iyadh, accusato per le violenze davanti all'ambasciata Usa. Secondo un giornalista della Associated Press Ben Hassine, lo sceicco è fuggito con centinaia di compagni, che hanno rotto il cordone di polizia intorno al luogo di culto con il chiaro intento di proteggerlo. I salafiti fermati sono stati caricati su alcuni furgoni e trasferiti in un commissariato della zona. E' caccia in Tunisia agli integralisti islamici. L'irruzione della polizia nella moschea è avvenuta dopo il sermone tenuto dallo sceicco Abou Iyadh. Il discorso è stato in parte trasmesso sui social network dal movimento salafita Ansar Al Sharja. Le sue parole si sono rivolte soprattutto al ministro degli Interni Ali Laarayedh, al quale ha chiesto di dimettersi "come sarebbe accaduto in qualsiasi altro paese civile" dopo la tragedia avvenuta davanti all'ambasciata statunitense.
Dopo l'attacco di venerdì un centinaio di cittadini americani ha dovuto lasciare Tunisi. Intanto continuano le tensioni in tutto il Medioriente. Oltre mille persone sono scese in piazza a Kabul in Afghanistan per una violenta protesta contro il film anti islamico prodotto in Usa. Hanno bruciato auto nei pressi di basi Nato. La protesta è cominciata verso le 6 del mattino, vi sono stati scontri tra un migliaio di dimostranti e la polizia. Non si conosce ancora il bilancio dei feriti. Nel corteo i manifestanti hanno gridato slogan ostili agli Usa e all'autore del film e hanno lanciato pietre mentre gli agenti hanno risposto usando sfollagente per bloccare la marcia. Verso la fine della mattinata si è conclusa la protesta. Inoltre, una quarantina di poliziotti sono rimasti feriti negli scontri scoppiati vicino a una base Usa a Kabul. Anche in Indonesia ci sono stati momenti di tensione. Una manifestazione di protesta davanti all'ambasciata americana a Jakarta è stata dispersa dalla polizia con cannoni d'acqua e gas lacrimogeni, reazione al lancio di sassi e bombe molotov da parte di circa mille dimostranti. Tra i manifestanti si sono inseriti gruppi radicali come il "Fronte dei difensori dell'Islam" e il "Forum dei popoli islamici", tra i più conservatori in Indonesia. Qualche poliziotto è rimasto ferito e sono stati arrestati alcuni dimostranti. Altre manifestazioni meno violente sono avvenute nelle città indonesiane di Medan e Bandung.
In Libia intanto il ministero dell'Interno ha deciso di silurare due alti responsabili della sicurezza, il vice ministro Wanis al Sharef e il direttore della Sicurezza nazionale, il generale Hussein Bou Hmida. In Libano decine di migliaia di musulmani hanno aderito all'appello del leader degli Hezbollah, Hasan Nasrallah e si sono radunati a Beirut. Nasrallah ha detto: "Il mondo ancora non ha capito il grado di offesa arrecato all'Islam e ai musulmani dalle scene di questo film. Se questo film sarà trasmesso nella sua forma integrale, ci saranno ripercussioni molto pericolose". Bandiere Usa e di Israele sono state date alle fiamme nelle Filippine, nella città meridionale di Marawi durante una manifestazione di protesta inscenata da circa 3 mila musulmani. Nel nord ovest del Pakistan un manifestante è morto e altre due persone sono rimaste ferite in uno scontro a fuoco con la polizia, dopo che una folla di 800 persone aveva assaltato un commissariato, la casa di un magistrato e il locale circolo della stampa a Warai. Centinaia di studenti sono scesi in piazza a Sanaa, in Yemen per chiedere l'espulsione dell'ambasciatore statunitense e per contestare l'arrivo nel paese di un contingente di 50 marines che dovranno proteggere le sedi diplomatiche Usa.

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di Emanuele De Lucia
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