Dal mondo / Medioriente

Commenta Stampa

Tanto il made in Italy, all'interno anche un Hotel Armani

Inaugurato il Burj, grattacielo dei record da 818 metri


Inaugurato il Burj, grattacielo dei record da 818 metri
04/01/2010, 19:01

DUBAI - Il Burj, "torre" in arabo, si presenta finalmente, dopo 5 anni di lavori. Gestazione lenta, almeno rispetto agli standard dell'Estremo oriente, anche grazie alla complicata crisi che ha investito l'emirato arabo del Dubai.Ma ora che l'opulenza è almeno in parte venuta meno, il suo massimo simbolo è lì, pronto all'uso. Centosessanta piani per un’altitudine di 818 metri, un record che surclassa di oltre 300 metri il precedente primato, la torre Taipei 101 di Taiwan, da 501. E una cerimonia di lusso, a voler appunto scacciare i fantasmi della bolla finanziaria, esplosa a fine novembre e tutt'altro che superata. Ma senza dimenticarla del tutto. Al punto che il sovrano dell'emirato, lo sceicco Mohammad ben Rached Al-Maktoum, nel breve discorso inaugurale, ha ufficialmente ribattezzato l'edificio: non più Burj Dubai, ma "Burj Khalifa". Il riferimento è al sovrano di Abu Dhabi, Khalifa ben Zayed Al-Nahyane, capo di stato degli Emirati Arabi Uniti, di cui anche Dubai fa parte. Nello scorso dicembre, con il colosso edilizio Nakheem, famoso per aver costruito l'enorme isola galleggiante di Dubai, sull'orlo della bancarottà, il principato vicino è intervenuto con un finanziamento a sorpresa da 10 miliardi di dollari (7 miliardi di euro). E Al-Maktoum non poteva dimenticare. "Gli Emirati arabi uniti realizzano oggi il più alto edificio mai costruito della mano dell'uomo - ha detto il sovrano di Dubai -. E questa grande realizzazione merita di portare il nome di un grande uomo. Inauguro oggi il Burj Khalifa". Nel contempo paracadutisti toccavano terra con indosso i colori degli Emirati Arabi Uniti - rosso, verde, nero e bianco - mentre un ritratto gigante dello sceicco Khalifa prendeva forma su un muro di cinta.
Tornando all'avveniristico grattacielo consta di una torre ("burj", appunto, in arabo) centrale ovale, circondata da strutture minori, che ne replicano l'aspetto, per diminuire la resistenza al vento. La sua costruzione ha richiesto l'impiego di 12mila lavoratori, la superficie totale è di 344mila metri quadrati. Il Burj sarà visibile da oltre 90 km. Dal basso e da lontano, in uno skyline dove i grattacieli non mancano, la sua mole è impressionante come l'ombra che proietta, nelle ore crepuscolari, sull'area sottostante.
Dei 160 piani, 49 saranno destinati ad uffici e 61 ad appartamenti: in totale sono previstI 1.100 appartamenti. Il grattacielo è dotato di 58 ascensori che viaggiano ad una velocità record di 10 metri al secondo. Al 124mo piano, una balconata panoramica aperta al pubblico offrirà vedute della città a 360 gradi. I primi 45 piani del Burj Dubai sono occupati dal primo Hotel Armani, curato dallo stilista italiano in collaborazione con la Emaar, la società costruttrice dell'edificio. L'albergo inaugurerà il 18 marzo e beneficia di arredi interamente made in Italy, forniti dalla friulana Interna L'azienda di Bavagnacco (UD) ha arredato anche alcuni degli uffici del Burj, quelli del gigante coreano dell'elettronica Samsung, per un valore totale di 10 milioni.
Insomma una vera e propria meraviglia che servirà anche a rilanciare il paese arabo dai venti di crisi economica.

 

Commenta Stampa
di Mario Aurilia
Riproduzione riservata ©