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Due incendi in 24h hanno provocato quasi 100 morti

Incendi in fabbrica, decine di morti in Pakistan

Tra le vittime ci sono anche donne e bambini

Incendi in fabbrica, decine di morti in Pakistan
12/09/2012, 09:12

KARACHI (PAKISTAN) - Dopo l'incendio scoppiato ieri in una fabbrica di scarpe di Lahore, in Pakistan, che ha fatto 23 morti, un nuovo devastante rogo si è sviluppato nella notte in una fabbrica tessile di Karachi, provocando la morte di almeno 75 persone. Fino a poche ore fa si stimava che i morti fossero 63, ma il bilancio è salito dopo il ritrovamento di altri corpi privi di vita e il numero delle vittime potrebbe continuare ad aumentare nelle prossime ore.

A generare l'incendio nella fabbrica di scarpe di Lahore, nel Pakistn centrale, sarebbe stato un corto circuito; in pochi istanti le fiamme sono divampate e hanno sprigionato un'enorme quantità fumo. La maggior parte dei 23 operai della fabbrica che hanno perso la vita sono morti per soffocamento o avvelenamento causato dai fumi tossici.

Resta ignota, invece, la causa del secondo incendio, quello scoppiato durante la notte in una fabbrica di indumenti di Karachi. Tra le vittime di quest'ultimo, dove al momento dell'incendio lavoravano diverse decine di operai, ci sono anche donne e bambini. Oltre 20 squadre di pompieri hanno lavorato tutta la notte - e stanno continuando a lavorare - per spegnere l'incendio e trarre in salvo le persone intrappolate nell'edificio. Il capo dei vigili del fuoco di Karachi, Christian Salim, teme che altre persone possano essere rimaste intrappolate nel piano seminterrato dell'edificio, una struttura di quattro piani che, a detta di Salim, era "piena come una scatola con piccole stanze senza ventilazione e senza uscite d'emergenza". Alcuni testimoni hanno riferito che decine di persone hanno preferito buttarsi dalle finestre del primo piano dell'edificio o dal tetto anzichè aspettare i soccorsi e correre il rischio di non riuscire a sfuggire a quell'enorme rogo. Molti di questi hanno riportato gravi fratture, ma sono sopravvissuti.

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di Vanessa Ioannou
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