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Per l’ambasciatore italiano obbligo di permanenza in India

India, Corte Suprema : “ No all’immunità di Mancini”

Ma per il legale di Mancini, vale la Convenzione di Vienna

India, Corte Suprema : “ No all’immunità di Mancini”
18/03/2013, 09:48

NEW DELHI – Non si placa la tensione in India per il caso dei Marò italiani.
Adesso, anche l’ambasciatore italiano, Daniele Mancini, si trova a confrontarsi con la giurisprudenza indiana.
Per volere della Corte Suprema del Paese, sembrerebbe che Mancini non abbia alcun titolo per poter ricevere l'immunità diplomatica.
Questo è ciò che è stato sentenziato dal tribunale dopo che era stato ordinato all’ambasciatore, giovedì scorso, di non abbandonare il Paese, a seguito della volontà del governo di Roma di non far rientrare Salvatore Girone e Massimiliano Latorre.
Importante è segnalare che il permesso per i due militari italiani terminerà il prossimo il 22 marzo.
Assante in aula il diplomatico, per Mancini, che avrebbe dovuto riportare i marò italiani in India, queste sono state le parole pronunciare dal Presidente, Altamas Kabir: “Una persona che si presenta in aula e formula una promessa del genere, non gode di alcuna immunità”.
Fissata per il 2 aprile la prossima udienza che esaminerà il caso di Latorre e Girone, per Mancini vige adesso il divieto di espatrio.
Intanto, si è pronunciato anche il legale dell’ambasciatore ricordando che per Mancini fa fede la Convenzione di Vienna e che per questo non c’è alcuna restrizione da parte delle autorità indiane che possa limitare i relativi spostamenti.

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di Rosa Alvino
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