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Dovrà esaminare il caso speciale

India, designato giudice “ad hoc” per i Marò

“La pena di morte non verrà chiesta per i due marinai”

India, designato giudice “ad hoc” per i Marò
25/03/2013, 09:21

NEW DELHI - Amit Bansal sarà il giudice responsabile del tribunale speciale che dovrà analizzare il caso dei due marò italiani, Latorre e Girone, e valutare se i due militari saranno giudicati secondo la giurisdizione indiana o italiana.
Questa è la decisione formulata dall’Alta Corte di New Delhi.
Infatti, secondo le norme giuridiche indiane, c’è la possibilità per l’Alta Corte ed il governo possano istituire tribunali “ad hoc” per casi particolarmente complessi nell’ambito del secondo grado della giustizia penale. Nonostante gli ultimi risvolti, continuano le polemiche:
“Il processo deve celebrarsi in India perché loro hanno ucciso due pescatori indiani su un’imbarcazione indiana. Per questo non vi è alcuna ragione che sia l’Italia a giudicarli”, queste le dichiarazioni rilasciate in un’intervista da Oommen Chandy .
Il governatore ha poi specificato : “I due marò italiani non sono stati vittime degli eventi politici in corso all’epoca nello Stato indiano e dell’emozione, ma del loro criminale comportamento”.
Non si frenano i commenti negativi sulle strategie diplomatiche italiane che hanno reso ancor più intrigato il caso.
Intanto, dopo la celebrazione della Santa Messa di ieri, Latorre ha voluto smorzare ogni provocazione : “ Siamo militari, abbiamo le stellette. Sappiamo obbedire, nella buona e nella cattiva sorte”, ha commentato.
“I due militari italiani hanno scambiato i pescatori indiani per pirati. Certo l’incidente c’é, ma non si tratta di omicidio premeditato. L’assicurazione data dal ministro degli Esteri indiano, Salman Khurshid, che la pena di morte non verrà chiesta per i due marinai non è fuori luogo. Stiamo alimentando controversie dove non esistono”, questo è quanto viene affermato da Fali Sam Nariman, presidente dell’Ordine degli avvocati indiani, costituzionalista e uomo di spicco nell’ambito degli arbitrati internazionali.

 

 

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di Rosa Alvino
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