Dal mondo / Asia

Commenta Stampa

Inquirenti: L'obiettivo è ricostruire la reale dinamica

India: pescatori uccisi, ancora troppe controversie

Possibile che le due vicende non siano collegate

India: pescatori uccisi, ancora troppe controversie
17/02/2012, 19:02

Le indagini sull’incidente, avvenuto l’atro giorno a largo delle coste indiane, si fanno sempre più intense. Ricostruire la reale dinamica dei fatti, chiarendo i molti aspetti ancora controversi è l’obiettivo primario delle inchieste aperte in Italia dalla procura ordinaria e militare di Roma.
Secondo quando sostengono le autorità locali, i marò del reggimento San Marco, imbarcati sulla petroliera Enrica Lexie, convinti di aver avvistato dei pirati, avrebbero uscciso due pescatori innocenti.
La strada da percorrere prima di arrivare ad una ricostriuzione precisa della vicenda, sembra ancora lunga e tortuosa, date le continue incongruenze che emergono dalle testimonianze delle due controparti, da un lato i militari italiani e dall’altro i componenti del peschereccio colpito.
In base alle ultime notizie pervenute da fonti vicino all’inchiesta, non si può escludere l’ipotesi che i dei eventi possano essere indipendenti l’uno dall’altro. Quindi l’uccisione dei due marittimi potrebbe non essere collegato all’attacco presunto di pirati subito dalla petroliera italina. A sostenere questa versione dei fatti la costatazone che gli orari dell’episodio sia la pozione differiscano notevolmente, di circa 4 ore la prima e 10 kilometri la seconda. Ad aggiungersi anche le descrizioni fornite dal comandante italiano e dal team militare di sicurezza che descriverebbero il presunto peschereccio di forma e di colore diversi da quello dei pescatori morti.
A rendere le indagini ancora più complicate anche le affermazioni dei militari italiani che ribadiscono di aver visto del personale armato a bordo e di esseresi rigorosamente attenuti alle regole d’ingaggio che prevedono dei segnali d’avvertimento seguiti dall’esplosione di Warming shots( affiche ina ria a scopo dissuasivo). Sul piano giurisdizionale, gli italiani affermano che tutto sarebbe avvenuto in acque internazionali, dove vige la giurisdizione dello stato di bandiera della nave, cioè quella dell’Italia oltre al fatto che , il nucleo militare di protezione imbarcato è un organo dello Stato, soggetto ad immunità giurisdizionale assoluta rispetto ad autorità straniere.

Commenta Stampa
di Alessia Tritone
Riproduzione riservata ©