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Ma la Farnesina prospetta la competenza italiana

India: rischiano la pena di morte i due marò arrestati


India: rischiano la pena di morte i due marò arrestati
20/02/2012, 11:02

KOCHI (INDIA) - Verranno portati questo pomeriggio davanti al giudice indiano Massimiliano La Torre e Salvatore Girone, i due marò accusati di avere ucciso due pescatori indiani, durante la loro missione di scorta e sorveglianza sulla petroliera italiana Enrica Lexie. Il magistrato - che potrebbe tenere udienza nella propria abitazione, essendo oggi giorno di festa in India - dovrà decidere se si può prolungare il fermo dei due soldati per continuare le indagini ed arrivare al processo. Ma il rischio per i due soldati è forte: secondo il Codice Penale indiano, per questo reato c'è l'ergastolo o la pena di morte. E in quel Paese "ergastolo" non significa 10 anni al massimo come da noi.
Ma la Farnesina insiste nell'affermare che la competenza del caso è italiana: la nave era in acque internazionali e la presenza della nave italiana assicura questa linea. Anche se il Ministro degli Esteri Giulio Terzi mette le mani avanti: "Nello stato di Kerala sono in corso elezioni politiche ed amministrative che indubbiamente creano, determinano ed influiscono sulle emozioni della cittadinanza e di conseguenza rischiano di poter avere qualche influenza sulle indagini".
Intanto la petroliera italiana, che era stata ancorata al dock di attracco delle petroliere, in una posizione che disturbava le altre navi, è stata spostata al cosiddetto "ancoraggio esterno": cioè verrà spostata in una zona interna al porto, ma più esterna, dove non corre il rischio di disturbare gli altri natanti.

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di Antonio Rispoli
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