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Io sto con i talebani


Io sto con i talebani
20/05/2010, 14:05

Ebbene sì, non ho timore o remora nel dirlo. Io sono dalla parte dei talebani. Come sono dalla parte di Hamas, dalla parte dei ceceni e dalla parte degli iracheni, e dalla parte di tutte le decine di popolazioni o gruppi etnici invase, sterminate e torturate da chi è capace di usare solo la forza.
E dico di più: sono contento che i soldati italiani siamo morti. Umanamente, partecipo al dolore dei familiari, ma come partecipo al dolore di tutti i parenti dei morti ammazzati nel mondo; ma è un bene che quei due siano morti. Più soldati muoiono sui teatri di guerra e più possibilità ci sono che i civili locali sopravvivano.
Invece io leggo la solita antipatica e trita retorica della "commozione ai funerali" degli eroici caduti. I soldati non sono mai eroici, quando sono in guerra. Non esiste l'eroismo in guerra, se non quello del genitore che si sacrifica per cercare di salvare i propri figli o cose del genere; ma un soldato certe cose non le può capire. Lui va in guerra per obbedire agli ordini e per ammazzare. E non è in grado di fare altro. Tutta la presenza italiana che c'è in Afghanistan ha solo questo obiettivo: ammazzare quanti più afgani possibile. Se l'Italia avesse altri obiettivi, non sarebbe andata lì con i blindati e i bombardieri, ma come ha fatto Gino Strada con Emergency, sarebbe andata con medici e bisturi. Ma curare i feriti è una colpa grave, come disse in una puntata di Ballarò l'americano Luttwak, scrittore collegato e probabilmente finanziato dalla Cia; e quindi si è organizzata la cacciata di Emergency dall'Afghanistan, con la collaborazione del nostro governo, dell'esercito della Nato e degli afgani.
E quindi continua la guerra, una guerra che non si svolge in maniera paritaria: da una parte carri armati, aerei, satelliti, droni (aerei senza piloti); dall'altra fucili, proiettili anticarro e qualche bomba. Eppure è quest'ultima parte che sta vincendo, come è sempre stato nella storia della guerra. Un esercito contro la guerriglia ha perso, se la guerriglia è sostenuta dalla popolazione civile. E gli afgani non vogliono i soldati invasori, preferiscono i talebani. Con la loro durezza, con il loro estremismo, con la loro violenza, ma almeno sono afgani, e non stranieri. Ed è per questo che gli eserciti Nato hanno perso, già da anni: si sono guadagnato l'odio della popolazione civile, per la loro violenza, la loro crudeltà e tutto il resto. E nel novero degli eserciti Nato, ci sono anche i soldati italiani. Perchè è bene piantarla, con questa idiozia degli "italiani brava gente", quando si parla di eserciti. I nostri soldati sono come i soldati di tutto il mondo: quando si muove qualcosa sparano, non importa se è un soldato, un bambino, una donna, un infermo. Prima sparano e poi vedono chi è. Se queste cose non si leggono sui giornali, è solo perchè nessuno ne può parlare. I corrispondenti dei giornali e dei TG ammessi in Afghanistan sanno che stanno lì per fare propaganda bellica e non informazione. E questo fanno: propaganda. E quindi si parla solo dell'attentato da attribuire ai talebani, non si parla delle stragi di civili che vengono compiute quotiodianamente nel Waziristan o nell'Helmand, due delle regioni afgane. Non si parla del fatto che il 20% della popolazione afgana è stata sterminata dagli eserciti occidentali, come mi è capitato di leggere su un articolo pubblicato su una rivista araba in lingua inglese. E anche se non è il 20%, ma solo il 10%, cambia qualcosa? Non è comunque una strage immane? O non viene considerata tale perchè a farla siamo noi occidentali?
Io sono stufo di queste cose, per questo sto con i talebani. E se devono morire altri soldati per raggiungere questo obiettivo, che muoiano, non mi interessa. Un soldato ha senso solo quando sta a casa sua, per difendere il proprio Paese sul proprio territorio. Quando esce fuori, è solo una persona che merita di trovare la sua giusta fine. E chi lo considera un eroe, non ha capito cosa è la libertà.

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di Antonio Rispoli
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