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No del vicepresidente del parlamento iraniano

Iran: contestati gli accordi di Vienna


Iran: contestati gli accordi di Vienna
23/10/2009, 09:10

Sono durati poche ore gli accordi (peraltro non ancora ratificati) stipulati a Vienna tra la delegazione iraniana e il rappresentante della Aiea (Agenzia Internazionale per l'eEnergia Atomica) El Baradein sul nucleare iraniano. Infatti già il Vice Presidente del Parlamento iraniano Mohammad Reza Bahonar ha dichiarato inaccettabile quello che è il punto principale dell'accordo: l'Iran cederebbe all'estero il suo uranio arricchito al 3,5% e lo riceverebbe arricchito al 25-30%. In questa maniera i Paesi esteri sarabbero sicuri che l'uranio non verrebbe utilizzato per costruire bombe nucleari (che richiedono un uranio arricchito oltre il 90%); ma l'Iran si troverebbe alla mercè degli altri Paesi, che ne controllerebbero l'afflusso di uranio, e quindi la produzione di energia.
Nel frattempo continuano le voci di accordi informali al Cairo tra iraniani ed israliani, cosa che non accadeva da 30 anni. Si teme che gli israeliani abbiano dato all'Iran una sorta di ultimatum, dato che il governo di Tel Aviv è l'unico della zona che dispone di un potentissimo arsenale nucleare ed intende restare tale. In ogni caso, la delegazione israeliana continua a smentire incontri o colloqui di tal fatta.

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di Antonio Rispoli
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