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La moglie: "Confessione estorta"

Iran: il medico che aveva lavorato in Italia confessa di essere una spia


Iran: il medico che aveva lavorato in Italia confessa di essere una spia
18/12/2017, 09:12

TEHERAN (IRAN) - Ancora una volta, abbiamo la dimostrazione di come Amnesty International sia sempre pronta a scednere in campo, per difendere gli interessi di usa ed Israele. La vicenda è quella di Ahmadreza Djalali, medico e ricercatore 46enne, che ha anche lavorato per alcuni anni in Italia. E' stato arrestato nel 2016 in Iran, con l'accusa di spionaggio e successivamente condannato a morte. E ieri, sulla Tv di Stato iraniana, ha confessato di essere stato reclutato come agente dal Mossad israeliano a cui ha passato numerose informazioni, soprattutto a proposito degli scienziati iraniani da lui conosciuti che lavoravano al programma nazionale del nucleare civile. Scienziati che poi sono stati uccisi in attentati organizzati dai servizi segreti israeliani, per lo più mediante bombe agganciate alle auto. Nell'intervista Djalali ammette di aver lavorato anche per i servizi segreti di un altro Paese europeo (senza specificare quale). 

Il quotidiano Repubblica ha contattato la moglie di Djalali, Vida Mehrannia, la quale si è detta sicura che il video sia vecchio di almeno un anno, e che la confessione è stata estorta con minacce e torture. Nonostante la confessione sia precisa e dettagliata, la moglie sostiene che in realtà l'uomo stava solo leggendo un copione che gli avevano imposto conla promessa di liberarlo. Promessa che poi si sono rimangiati, dato che Djalali è ancora in carcere e rischia la vita. 

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di Antonio Rispoli
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