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Tra i suoi obiettivi migliorare le relazioni internazionali

Iran, il riformista Rohani è il nuovo presidente

L'Occidente spera in scelte responsabili

Iran, il riformista Rohani è il nuovo presidente
16/06/2013, 12:35

TEHERAN (IRAN) - Superando per un soffio la soglia del 50% dei voti, Hassan Rohani, candidato moderato sostenuto dai riformisti, con il 50,68% ha vinto al primo turno le elezioni presidenziali iraniane. Ad annunciarlo è il ministro dell’Interno iraniano.

Rohani è un religioso e riformista, conosciuto in Occidente per il suo ruolo di ex negoziatore nucleare. Sotto la presidenza di Mohammed Khatami, infatti, tra il 6 ottobre 2003 e il 15 agosto 2005 ha negoziato con Francia, Gran Bretagna e Germania un accordo per una moratoria dell’arricchimento dell’uranio, l’aspetto maggiormente pericoloso del programma nucleare iraniano, e per l’applicazione del protocollo addizionale al Trattato di non proliferazione del nucleare, che ha reso possibili le ispezioni nei siti atomici iraniani. L’arricchimento venne però ripreso da Mahmud Ahmadinejad dopo le sue dimissioni, nel 2005.

Uno dei principali obietti vi di Rohani è il miglioramento delle relazioni internazionali dell’Iran, un traguardo che permetterebbe al Paese di migliorare anche la propria situazione economica attraverso un allentamento delle sanzioni internazionali anti-nucleari che gravano sull’economia iraniana.

Ali Khamenei, la Guida suprema iraniana, si è congratulato con la nazione e con il nuovo presidente, Hassan Rohani. Esaltando la massiccia partecipazione alle urne, Khamenei ha precisato che dal suo punto di vista il vero vincitore di queste elezioni è la nazione iraniana, che con il voto ha vanificato i complotti di chi prova ostilità nei confronti del Paese.

Commenti positivi sull’elezione di Rohani sono stati fatti anche negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Italia. I leader politici dell’Occidente si augurano che il nuovo presidente iraniano faccia scelte responsabili, soprattutto per quanto riguarda il nucleare, al fine di migliorare le relazioni internazionali e di allentare le preoccupazioni relative alla sicurezza.

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di Vanessa Ioannou
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