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Una rivolta troppo organizzata per essere spontanea

Iran: rivolta contro il governo per l'aumento della benzina


Iran: rivolta contro il governo per l'aumento della benzina
18/11/2019, 09:22

TEHERAN (IRAN) - Dopo il picco di violenze che c'è stato sabato, ora sembra essersi calmata la tensione che è scoppiata in Iran. Il motivo ufficiale è la decisione di aumentare le tasse sulla benzina: può sembrare strano, visto che l'Iran è un Paese produttore di petrolio, ma non ci sono raffinerie, dato che il settore è un monopolio degli Usa. Quindi l'Iran è costretto ad esportare il petrolio greggio e ad importare benzina, gasolio e kerosene. Il governo ha imposto un prezzo di 11 centesimi al litro per i primi 60 litri comprati ogni mese e di 18 centesimi al litro per gli acquisti successivi. Una norma che serve a creare un fondo per aiutare i tanti iraniani impoveriti da anni e anni di sanzioni imposte dagli Usa in violazione degli accordi internazionali sottoscritti all'Onu. 

Le rivolte, immediatamente violente, hanno portato a colpire bersagli essenziali, come l'incendio in una sede della Banca Centrale e quello in una filiale della Maskan Bank. La Polizia ha reagito con durezza e si parla di alcuni morti, anche se non si sa quanti siano esattamente. Il governo ha bloccato Internet per impedire che venisse utilizzato dai manifestanti per coordinare le loro azioni; e questo impedisce di avere informazioni precise. 

Sì, perchè c'è questa stranezza: i manifestanti sono perfettamente coordinati, benchè agiscano contemporaneamente in decine di città contemporaneamente. Per esempio a Teheran hanno utilizzato una app dei telefonini per bloccare le strade principali della città: viene scelto un posto senza polizia, arrivano tre o quattro auto che vengono bloccate in mezzo alla strada in modo da bloccare completamente il passaggio alle altre auto. Creando così una enorme confusione che poi viene utilizzata per creare imboscate contro i poliziotti, una decina dei quali sono stati feriti. 

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di Antonio Rispoli
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