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Nuovo attacco dei servizi segreti contro il governo iraniano

Iran: rivoltosi attaccano la Polizia. Sparatorie con morti e feriti


Iran: rivoltosi attaccano la Polizia. Sparatorie con morti e feriti
20/11/2019, 09:01

TEHERAN (IRAN) - Come nel 2009, i servizi segreti di Stati Uniti e Gran Bretagna riprovano a destabilizzare il governo iraniano. E così dietro le manifestazioni per l'aumento del prezzo della benzina (causato dalle sanzioni decise unilaterlamente dagli Usa) compaiono gruppi paramilitari che attaccano la Polizia iraniana. Non si conoscono dati precisi, dato che il blocco di Internet deciso dal governo iraniano impedisce un facile accesso alle notizie (nessun giornalista italiano è inviato in Iran, le notizie sono tutte di seconda e terza mano, ndr). Tuttavia sembra certo che almeno tre pasdaran - che stanno aiutando le forze di Polizia - sia rimasti uccisi ed una ventina di poliziotti siano rimasti feriti. Non si conosce il numero delle vittime tra i manifestanti. Amnesty International parla di un numero di vittime tra i 100 e i 200 individui, asserendo di averle dedotte dai filmati. Ha parlato anche di cecchini che sparano sulla folla disarmata dai tetti degli edifici e dagli elicotteri. Ma non esiste verifica. E si sa che Amnesty International è solita pubblicare molte false notizie contro l'Iran (sono stati tra coloro che hanno diffuso nel mondo false notizie sulla vicenda Sakineh e che hanno convinto la gente che in Iran ci sia il divieto per le donne di girare a testa scoperta, ndr). 

Quello che si sa è che comunque ci sono dei morti, ma non poteva essere diversamente: se c'è una sparatoria, non è che la Polizia resta a guardare. E se corpi militari si nascondono tra i manifestanti per sparare, può capitare qualche vittima innocente. Quello che si sa è che un portavoce del governo ha detto che alcune delle persone arrestate hanno confessato i loro crimini e hanno fatto il nome di chi tira le fila. E che queste persone verranno condannate a morte secondo la legge iraniana, che prevede l'impiccagione per chi organizza una rivolta. 

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di Antonio Rispoli
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